Berlusconi e la pressione fiscale: sedici anni di promesse contro sedici anni di dati.

Ecco il risultato di sedici anni di promesse in tema di riduzione della pressione fiscale:

Pressione fiscale delle amministrazioni pubbliche in % sul PIL (fonte: ISTAT)

A livello europeo:

Pressione fiscale nell'UE.

Limitandoci alla contabilità ufficiale, dunque, siamo di oltre 3 punti sopra la media – all’ingresso di Berlusconi in politica era all’incirca uno.

Che ne dicono gli elettori del PDL, che avevano concesso il loro voto sulla base di una ipotetica “equazione del benessere” – il vero e proprio cardine del programma elettorale – soltanto due anni fa e ad oggi del tutto disattesa?

Capiranno anche loro, dopo Galli della Loggia, che “c’è la necessità di un colpo d’ala“, ma di quelli che facciano quadrare i conti?

PS: Per completezza riguardo all’equazione, il debito pubblico è passato dal 103,5% del PIL nel 2007 al 115,8% del 2009.

[Il comunicato dell’ISTAT sullo stato dei conti pubblici nel 2009 in pdf: qui]

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14 pensieri su “Berlusconi e la pressione fiscale: sedici anni di promesse contro sedici anni di dati.

  1. Pingback: L’uomo che voleva abbassare le tasse. « Quaderni socialisti

  2. Pingback: L’uomo che voleva abbassare le tasse. | Politica Italiana

  3. Non mi pare che la sinistra abbia fatto meglio. Eppure ricordo quando Fassino, Prodi e D’Alema in campagna elettorale parlavano di abbassamento delle tasse (che poi si è trasformato in un: non alzeremo le tasse)…

  4. 1) non ho capito se il problema che poni è che berlusconi ha mentito o che il valore complessivo delle tasse (come % sul pil) è alto.
    Se il problema che poni è il secondo mi dispiace ma non ci siamo. Ma proprio per niente.
    Le tasse calcolate così non servono a niente se non a fare demagogia. La distribuzione del carico fiscale tra funzioni economiche e livelli e tipologie di reddito (da lavoro e rendita, finanziaria e proprietaria) sono molto più importanti. I dati ci sono e sono pubblici.
    Ad esempio dal 2000 al 2007 in Italia sono aumentate le % su PIL delle tasse dirette ma sono scese quelle delle tasse indirette (IVA) che invece adesso viene ripresa ed è una tassa regressiva (colpisce tutti allo stesso modo senza tenere conto del reddito).
    Inoltre bisogna comparare il livello di tassazione (anche quello complessivo se vuoi) con i modelli e livelli di welfare pubblico. Come al solito l’esempio semplice sono i paesi scandinavi con tassazione altissima e welfare pubblico universalista (e non corporatista come il nostro o residuale come in UK ad esempio.
    Insomma i dati che presenti non dicono nulla se non che Berlusconi ha mentito. Per tutto il resto propenderei per analisi più approfondite.
    Ciao, Elena

  5. Pingback: I numeri sono importanti « Altre Sciocchezze

  6. Pingback: Berlusconi e la pressione fiscale: sedici anni di promesse contro sedici anni di dati (negativi) « Solleviamoci’s Weblog

  7. Pingback: Berlusconi e la pressione fiscale: sedici anni di promesse contro sedici anni di dati. « Solleviamoci’s Weblog

  8. Questi sono i post che mi piacciono sui blog… NUMERI
    numeri e numeri…

    Che il premier sia un cazzaro di professione e l’italico medio un credulone di vocazione nn penso sene abbia mai avuto dubbio cmq

    A me salta all’occhio che la differenza tra gli stati europei + piuttosto contenuta a differenza di molte altre cose… ma mi chiedo se la svezia usi i soldi in cazzate come noi… tutto qui… un “fattore di cazzata equivalente” qualke matematico riesce a tirarlo fuori???

    esempio stretto di messina vs ospedali X10
    spazioporto vs scuola antisismica X100
    monumento alvitello d’oro vs acqua potabile X1000
    viceversa ammodernamento infrastruttura telematica vs inceneritore X0,1
    asfaltare strade bucate vs finanziamento rotatorie bucoliche X0,01

    è solo un esempio …

    poi si somma e si moltiplica la pressione fiscale… verrà fuori un pareggio tra italia e svezia?
    o servirà un grafico cn scala logaritmica per confrontarli ?

  9. Per chi ritiene che B. oltre a:

    1) avere mentito per 16 anni
    2) non avere abbassato le tasse
    3) non aver fatto niente per la cosiddetta” rivoluzione liberale” x ridurre sprechi e rilanciare competitività dell’economia ed efficienza della pubblica amministrazione

    http://www.lastampa.it/redazione/cmsSezioni/economia/201006articoli/55873girata.asp

    Tradotto è evidente che:

    1) Il sistema di potere Italico incarnato da B. e con un’ opposizione che ne condivide gli strumenti (di potere) è in stallo
    2) il vero nodo da sciogliere sarebbe cambiare radicalmente la classe politica, togliendo i soldi alla politica (1mld euro/anno) destra o sinistra che sia
    3) B. è utile a tutti destra, sinistra e centro: riesce a tenere tranquilli e buoni gli stolti italiani e a fargli digerire di tutto. Se cade lui cade tutto

  10. Pingback: OCSE – L’Italia ha salari tra i più bassi e carico fiscale tra i più alti « Solleviamoci’s Weblog

  11. Pingback: E poi Pepe solleva la Coppa del Mondo | Sursum Corda

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