Su temi complessi e delicati come la strage della flottiglia meglio non banalizzare. Nemmeno quando si tratti del Tg4.

Un piccolo esempio di come Facebook possa contribuire a fare confusione invece che buona informazione. Questo blog ha una piccola fan page (si chiamano ancora così?), dove diffondere gli articoli de ilNichilista, qualche pezzo altrui che trovo stimolante e dove, più in generale, proporre spunti di riflessione – o anche soltanto battute, idee, sciocchezze.

Il tema di oggi, tuttavia, è terribilmente serio: l’uccisione di un numero compreso tra 9 e 20 attivisti appartenenti a organizzazioni non governative che trasportavano tonnellate di aiuti umanitari per Gaza. La vicenda ha contorni non chiari, e i giornali faticano a ricostruire cosa sia realmente accaduto. Di certo ci sono grosse responsabilità in ballo, e un clima internazionale incandescente. Meglio andarci coi piedi di piombo. Memore delle disavventure in cui è solito capitare Emilio Fede, mi chiedo come sarà mai in grado di trattare la vicenda il prode (o meglio, il fido) direttore del Tg4. E così mi piazzo davanti alla televisione in attesa.

Quando giunge l’atteso momento, cerco faticosamente di riassumere alcune frasi del servizio mentre sta andando in onda. Un po’ sono stanco, un po’ sono distratto – e dunque riesco a riportare solo qualche boccone di frase. Sulla pagina Facebook del blog scrivo:

Mi viene fame, e mi dirigo in cucina nell’attesa che il sito del telegiornale ospiti la versione integrale della puntata. Passa qualche minuto, e la pagina nazionale del Popolo Viola – quella con quasi 280 mila iscritti – riporta questa notizia:

Il Tg4 sul blitz israeliano: I soldati aggrediti da pacifisti violenti.

Incuriosito clicco sul link, ed ecco il corpo del testo:

Sospiro: e se avessi sentito male? Potenzialmente decine di migliaia di persone sarebbero vittima di pura e semplice disinformazione. Soprattutto tenendo conto che le mie cautele, il mio “non so se ho sentito bene, ci sarà bisogno del video”, sono scomparse. Insomma, un semplice post su una pagina di Facebook finirebbe per trarre in inganno – neanche ce ne fosse bisogno, di questi tempi – moltissime persone, molte di più di quante riesca abitualmente a raggiungere con pezzi ben più “meditati” e argomentati.

Passa il tempo e il sito del Tg4 non ne vuole sapere di mettere a disposizione l’edizione delle 19, quella che mi serve per fugare ogni dubbio. Nel frattempo il post del Popolo Viola fa il giro di Facebook, e viene riportato da svariate pagine con decine di migliaia di iscritti. I commenti sono centinaia, e tutti – nessuno escluso – se la prendono con Emilio Fede. Che, in questo caso, non ha pronunciato manco una parola, dato che i virgolettati fanno capo a un paio di inviati.

Dopo una mezz’ora abbondante ecco la puntata integrale. Nel servizio “incriminato”, Aldo Baquis dell’Ansa riporta ciò che si dice in Israele dell’accaduto. Si parla di un bilancio tra i nove e i dieci morti. Baquis poi sembra scivolare verso un giudizio personale:

L’impressione è che comunque ci sia stata una imboscata violenta da parte di militanti arabi pronti ad aggredire i soldati con spranghe, con coltelli e forse anche con armi da fuoco (Ma si riferisce ancora a ciò di cui parla la stampa israeliana o è una sua impressione? Dal servizio non è chiaro). Poco fa sulla televisione israeliana sono passate le immagini del pestaggio e si vede chiaramente (questa è di certo una sua impressione) che ogni soldato che ha messo piede sulla Marmara è stato immediatamente aggredito da una decina di persone armate di spranghe e sopraffatto e quindi quando i soldati hanno fatto ricorso alle loro pistole l’hanno fatto evidentemente in condizioni di autodifesa per non essere linciati.

Per inciso, credo Baquis si riferisca a questo video:

Ciascun lettore valuti da sé. Nel pezzo immediatamente successivo, Mario Platero del Sole 24 Ore riporta invece il parere dagli States: dove, insieme all’ “irritazione”, c’è anche la “sensazione che potesse trattarsi in qualche modo anche di “imboscata“”. “Domani doveva essere la visita della pace […]. Ecco, inviare questa missione umanitaria proprio in questi giorni sapendo che gli israeliani avrebbero reagito probabilmente aveva anche l’obiettivo di creare la tensione che poi è avvenuta. Ovviamente da parte americana il limite interviene quando ci sono delle vittime civili e quindi gli israeliani non avrebbero dovuto semmai cadere in questa provocazione“.

Manca del tutto il punto di vista di chi, invece, ritiene si tratti di una pura e semplice aggressione (o di un assalto) degli israeliani – nonostante siano le parole più frequentemente adoperate sui media internazionali. Per sopperire consiglio l’ascolto dell’intervista che Claudio Messora ha realizzato a Fernando Rossi, che avrebbe dovuto essere proprio sulla barca teatro della strage:

Sempre il blogger di Byoblu posta poi un video che mostra come sia molto improbabile (per usare un eufemismo) che gli attivisti avessero una premeditata intenzione di aggredire le forze israeliane, e che semmai è più probabile che siano stati vittima di una aggressione tutta da spiegare:

Al Tg1, nel frattempo, a parte un “Certamente nelle intenzioni israeliane non doveva finire in un bagno di sangue” (e che ne sanno?), tutto sembra filare liscio.

Ora, mi scuso se questo post ha potuto sembrare autoreferenziale. Tuttavia spero di poter convincere il lettore del contrario. Trovo infatti che questo sia un esempio lampante di quanto sia facile finire vittima di banalizzazioni, distorsioni e manipolazioni quando temi delicati e complessi come quello in esame vengano tagliati con l’accetta, magari in nome di qualche pregiudizio (di questo blogger mi fido, di quel giornalista non mi fido) o del giungere per primi a una “notizia” che si sa farà rumore in Rete (sparare su Emilio Fede – come spesso è doveroso fare – è una operazione dal successo assicurato).

In questo caso è andata tutto sommato bene: si è dimenticata una cautela e  si è utilizzato un titolo “furbo” per richiamare l’attenzione (nessuno ha mai parlato di “pacifisti violenti” e, virgolettata o meno, quella è l’espressione che ha “bucato” tra i lettori) – ma essenzialmente il senso di quanto scritto nel post non è lontano da quanto detto dal telegiornale. Tuttavia altre volte potrebbe andare peggio. Meglio dunque non fidarsi a priori di nessuno, nemmeno del vostro blogger di fiducia (se ne avete uno), e controllare sempre che quanto detto abbia (più di) una fonte (possibilmente più certa di uno status update di una pagina Facebook che non rimanda ad altro che a un “non sono sicuro”).

Se proprio dobbiamo fare della Rete un luogo di verità e dialogo, meglio essere noi utenti e frequentatori abituali del mezzo per primi a mettere in guardia dai suoi potenziali rischi. Prima che arrivi il prossimo pezzo del Corriere o del Giornale sui “cattivissimi” che operano nel luogo dove il vero è indistinguibile dal falso.

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7 pensieri su “Su temi complessi e delicati come la strage della flottiglia meglio non banalizzare. Nemmeno quando si tratti del Tg4.

  1. Pingback: Entra in scena la Turchia, e lo fa da protagonista « un blog per conservarsi

  2. Il tema è così delicato che hai fatto bene a postare anche diversi punti di vista.
    Su «violenti» io ho letto solo del ministro della difesa Isrealiana che ha definito i pacifisti «violenti» e «terroristi»

  3. Pingback: Feltri, perché “Israele ha fatto bene a sparare”? « ilNichilista

  4. il bello di internet sta proprio nel fatto che ci sono più fonti e gratuitamente a differenza dei giornali o peggio ancora la tv, ovviamente circola tanta spazzatura ma a quello ci pensano i commenti o articolo che ne criticano

  5. Se c’è un problema di fronte al quale mi sento assolutamente incapace di dar consigli o pareri e di azzardarmi a dire chi ha più torti e chi ha più ragioni, è proprio questo della questione israelo-palestinese. E’ una questione maledetta, nata male e proseguita peggio, dove ogni popolo reclama giustamente i propri diritti all’esistenza , alla residenza, al costituirsi in Stato autonomo , ma nel contempo con la pretesa di distruggere, annientare l’altro. Non sono un’esperta in materia, ma da cittadino modestamente informato ho avuto l’impressione che siano stati compiuti tanti errori da parte di tutti i contendenti e dei loro sostenitori esterni: dagli stessi ebrei nei confronti degli arabi palestinesi di religione islamica che risiedevano nel nuovo Stato di Israele (istituito nel 1948) che sono stati messi in condizioni di disagevole sudditanza, quando non cacciati; dagli arabi-palestinesi espulsi o fuggiti che si sono accampati in Libano e in Giordania, animati solo dal desiderio di ritornare nella “loro” “Palestina”, cancellando lo Stato di Israele; dai paesi arabi o comunque musulmani, che, in nome della “fratellanza islamica”, li hanno sostenuti in questa rivendicazione alimentando odio e terrorismo, locale e internazionale, con finanziamenti per armarli più che per aiutarli a trovare una sistemazione legittima e dignitosa.
    E la stessa comunità internazionale, ONU e vari Stati occidentali in particolare, non hanno saputo o voluto trovare una soluzione equilibrata per il problema palestinese, barcamenandosi tra indifferenze, ambiguità e furbizie diplomatiche, ora con alleanze interessate con Israele, ora con i paesi arabi. Col risultato di una situazione ingovernabile e con il prevalere di una radicalizzazione dei sentimenti di odio reciproco da parte dei rispettivi popoli (ebrei e musulmani) e con l’intento dichiarato di distruggersi a vicenda.
    Che risultato si prefiggessero gli israeliani con questo atto di guerra con licenza di uccidere pacifisti in missione umanitaria internazionale, non lo so; come non so se da parte di questi pacifisti ci fosse anche una intenzione provocatoria, quantomeno imprudente, dato lo stato di fatto. Io dico solo che mi fanno paura sia l’estremismo degli israeliani nel pur legittimo intento di difendere il loro Stato. sia l’estremismo degli islamici modello Iran nello strumentalizzare la questione palestinese e usarla come quotidiana arma contro l’Occidente.
    Questa è una miccia sempre accesa che ci mantiene tutti sull’orlo di nuove guerre che possono coinvolgere altri. E i contendenti, invece di gettare benzina sul fuoco sembra facciano di tutto per gettarvi benzina e alimentarlo.

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