Quando Aristotele viene usato per giustificare un sì allo sterminio degli ebrei.

Una notizia pubblicata il 18 maggio scorso dal Los Angeles Times è passata inosservata in Italia, ma non avrebbe dovuto. Provate a dare un’occhiata a questo video, in cui una studentessa musulmana dell’Università di San Diego (USCD) rivela candidamente di essere a favore di Hamas e, inoltre, alla domanda se Hezbollah abbia ragione o torto ad augurarsi che tutti gli ebrei facciano ritorno in Israele così da poterli fare fuori più comodamente, senza dover dare loro la caccia (per ucciderli, “hunt us down”) in giro per il mondo, risponde con un altrettanto candido – e convinto – sì.

Jonah Goldberg, l’autore del pezzo, invia una mail alla USCD, per chiedere se il video in questione sia in qualche modo fuorviante e, in caso negativo, se la studentessa abbia patito delle conseguenze per l’appoggio plateale da lei fornito a un’idea genocida. Nessuna conseguenza, risponde l’Università: il nostro fondamento, nel solco tracciato da Aristotele, sono “il dialogo e il dibattito“, oltre alla “libertà d’espressione”, naturalmente.

Goldberg non è convinto. E così scrive un’altra mail: il vostro comportamento sarebbe stato lo stesso se la ragazza avesse chiesto lo sterminio di neri oppure di omosessuali? La risposta è ancora più annacquata, e si concentra sul modo in cui i gruppi di studenti sono finanziati nel campus. Come si dice tra i banchi di scuola, fuori tema.

I fatti riportati nell’articolo mostrano, tuttavia, come la permissività della USCD nei casi di discriminazione razziale fosse di gran lunga minore, anche per gesti molto meno gravi di una adesione pubblica a un’ideale genocida. Al giornalista non resta che concludere, laconicamente,

This endorsement of genocide is brought to you by Aristotle.

In sostanza, certe forme di razzismo sono più tollerate di altre. Secondo Goldberg, ciò dipende dal fatto che una parte della nostra società non riesca ad agire che seguendo uno script, un copione che venga ritenuto adeguato. E un copione per affrontare affermazioni come quella della studentessa musulmana non sarebbe stato ancora elaborato. Bisognerebbe ritornare a riflettere, conclude Goldberg: senza dare retta né alla sceneggiatura che dipinge tutti i musulmani come attentatori né a quella che, all’opposto, predica un relativismo tale per cui propagandare lo sterminio e difendere la vita valgano lo stesso.

Io confesso di non comprendere l’atteggiamento della USCD. Ma una cosa è comprensibile: fino a quando certi razzismi saranno più razzismi di altri, il sogno di una società multietnica integrata è destinato a rimanere tale.

(Grazie a Chiara per la segnalazione)

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4 pensieri su “Quando Aristotele viene usato per giustificare un sì allo sterminio degli ebrei.

  1. Cosa ti aspetti come risposta da parte di un popolo che si e’ visto legittimare da tutto il mondo l’arrivo dei COLONI (ricordiamocelo ogni tanto, coloni, gente che prima abitava da un’altra parte) a fregargli la terra da sotto le chiappe?
    Che oggi non si voglia appoggiare alcuna forma di violenza (che non sia stata legittimata dal consiglio di sicurezza) perche’ se no sei un terrorista e’ d’uopo.

  2. Ah e tra l’altro l’argomento principale del video e che lei chiede al sig Horowitz come mai sui suoi fogli che ha distribuito sia scritto che c’e’ una connessione tra l”MSA”, organizzazione molto attiva nel campus dell’universita’ che si autofinanzia per tenere eventi tra i giovani, e Hamas…
    A me sembra che sia il signor Horowitz a fare terrorismo psicologico, come fai ad andare in una universita’ e dire che l’associazione tal dei tali e’ collegata ai terroristi?
    Poi una ti fa la domanda di quale prove avresti e non rispondi, scusate ma mi sembra pretenzioso.

  3. Non sono d’accordo con questo tuo articolo, non sono gli ebrei in questo caso le vittime (e lo sanno pure loro), ma possono stracciarsi le vesti ogni volta che qualcuno gli punta il dito addosso, mentre gli altri se gli uccidono i figli, le mogli, i mariti e gli distruggono le case…

    Non si può parlare di razzismo “antisemita” senza parlare anche di razzismo sionista, perchè è anche vero che non tutti gli ebrei la pensano come i fanatici sionisti, solo che gli viene tappata la bocca appena dicono qualcosa che non è nella linea di quei “nazisti” là…

  4. Questa e’ la trascrizione ella domanda che fa la ragazza.
    “Yes”
    “Good Evening, i want to say thank you for coming on campus tonight and presenting your point of view, is always valuable to have two sets of views going on at the same time, uhm, very useful, uhm, my name is (Jimena blah blah), uhm, and i’m a student here at UsCD, uhm, i was reading your literature and i found that much more interesting than the talk, uhm, and i found some interesting thing about the MSA which is an organization very active on campus that is hosting our annual Kettler Youth week, you came out at those events, uhm, you can clarify the connection between MSA and Jihad Terrorists Network? Because last i checked we have to do our own fund raising and we never get help from anyone so if you can clarify the connection between UCSD MSAs, or, if you dont have such information, if you can connect other MSAs on UCs, because the connection is not clear in the pamphlet, just if you can clarify.”
    Di fronte a una accusa del genere il sig Horowitz non si e’ nemmeno preso le sue responsabilita’ su quello che ha scritto (che e’ una accusa gravissima dire che nelle universita’ i gruppi studenteschi sono legati al terrorismo), ha trovato molto piu’ facile chiedere a una probabilmente ragazza palestinese se appoggia un gruppo (terroristico o no) che tenta di buttare fuori dal proprio territorio gente che e’ venuta a colonizzarlo…

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