No, Tg1: con le diete non si scherza.

“Meglio dimagrire in fretta che poco per volta”, annuncia il Tg1 delle 20 tra i titoli di testa: “vedersi rapidamente più magri forse è il miglior aiuto per perdere peso“. La notizia è bomba, dato che diete improvvise e ferree vengono solitamente associate a scarsi risultati se non addirittura all’insorgenza di disturbi del comportamento alimentare di varia entità.

Ora faranno i dovuti distinguo, mi sono detto. Invece il servizio all’interno del telegiornale si pone pochi dubbi di questa natura. Al lancio Carlotta Mannu si preoccupa semmai che al “16 maggio per la prova costume, diciamoci la verità, siamo un po’ indietro“, mentre una musichetta sbarazzina accompagna le parole di un ragazzo intervistato, il cui peso sembra tra l’altro assolutamente nella media: “Si avvicina l’estate, tutti ci avviciniamo a qualche dieta no?“. La giornalista del Tg1 riporta l’ipotesi che motiva il pezzo: “se fino a ieri ci avevano detto che la dieta ideale era pochi chili per volta e lentamente, oggi gli americani danno il contrordine: l’importante è liberarsi del peso in eccesso in fretta e poi mantenere. Insomma, quello che conta è sentirsi magri dentro“.

Il discorso poi si sposta sui corsi di cucina dietetica, sui diet chef. Sulla fonte dell’ipotesi scientifica che sarebbe stata menzionata, invece, neanche un cenno. Visto che il messaggio che rischia di passare è che se avete qualche chilo di troppo è meglio lo perdiate il prima possibile, così ne potrete perdere degli altri (e per sempre), penso sia utile rivolgersi allo studio che il Tg1 non ha menzionato.

Si tratta (non ci resta che dedurlo) di un paper apparso sull’International Journal of Behavioral Medicine e condotto da tre ricercatori dell’Università della Florida di cui ha recentemente parlato anche il quotidiano La Stampa. E che riguarda non le persone a normopeso, ma soggetti obesi (non a caso si chiama The Association Between Rate of Initial Weight Loss and Long-Term Success in Obesity Treatment: Does Slow and Steady Win the Race?). Come scrive ScientificBlogging, infatti, il risultato del lavoro non è affatto quello veicolato dal servizio del Tg1, ma più semplicemente che un fattore chiave nel successo del trattamento dell’obesità nel lungo termine sia una rapida perdita di peso al suo inizio. Dove per “successo”, specificano i ricercatori, si intende una riduzione del 10% o più del peso corporeo mantenuta per un anno.

Lo studio, è bene rimarcarlo, è stato intrapreso su 262 donne con problemi di obesità, che non hanno certo condotto la dieta di testa loro. Tutt’altro: secondo Science Daily, infatti,

These women followed a six-month lifestyle program encouraging them to reduce their calorie intake and increase their moderate intensity physical activity to achieve an average weight loss of 0.45kg per week. They were then supported for a further year with an extended care program involving contact twice a month in the form of group sessions, telephone contact or newsletters.

Nessun riferimento alla fonte scientifica di quel che si dice. Nessuna avvertenza alle ragazze e ai ragazzi in ascolto circa il fatto che la fonte riguardi persone affette da obesità, e non un po’ di cellulite sui fianchi o un accenno di pancetta. Nessuna considerazione dei rischi che seguono dall’incitare a una dieta repentina – anzi, è la scienza a dire di farlo senza alcun controllo medico. Nessuna menzione, naturalmente, al rapporto tra un comportamento alimentare scorretto e la possibile insorgenza di patologie capaci, nei casi più gravi, di portare alla morte e in molti altri alla devastazione emotiva di persone e famiglie.

Questa irresponsabilità, che accoppia messaggi tanto gravi a That’s the way I like it, che mette nello stesso calderone la dieta estiva, le amenità culinarie e i disturbi del comportamento alimentare, è forse la più grave tra le “scivolate” commesse dal Tg1 sotto questa disastrosa, contestatissima direzione. Sarebbe il caso di porre fine al più presto all’una e all’altra.

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13 pensieri su “No, Tg1: con le diete non si scherza.

  1. Fossi in te, in un post del genere eliminerei del tutto le parole ‘telegiornale’, ‘servizio’ e ‘giornalista’ che sono, a mio modesto parere, del tutto inappropriate. Si potrebbero sostituire con ‘teatrino ignobile’, ‘schifezza’ e ‘persona che non merita lo stipendio’.

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