Annozero: “Chi sono i nostri?” Liveblogging.

(21:06) Santoro chiede ai “maestri del pensiero liberale, all’opposizione e, perché no, a Fini”: “Un politico può possedere la proprietà di un giornale?” E manda la prima del Giornale di ieri: “un milione alla suocera di Fini”. Sono interferenze politiche? No, ci spiega il direttore, sono notizie. Allora mi chiedo: questo tipo di notizie, da mettere in prima pagina (quando sta succedendo quello che sta succedendo in Grecia e a Scajola) significa che il Giornale ha una gran fretta di liberare la RAI dai partiti? 

(21:17) Sigla: bonus famiglia che discriminano ad Adro. Corrado Guzzanti che imita un Tremonti che ripete “porca puttana, porca puttana” non riuscendo a far quadrare i conti. Storie di persone che non trovano lavoro. Madri che non riescono a pagare la gita scolastica ai figli. “A chi mi devo rivolgere per avere un lavoro?”.

(21:23) Santoro introduce Bersani: “intravede ancora pericoli consistenti per quanto riguarda la crisi economica, e non solo in Grecia?”. Bersani: “la crisi c’è ed è lunga e profonda – lo dicevo due anni fa. Questa situazione è stata raccontata male e largamente sottovalutata”. Durante la crisi aumenta il divario, aumentano le ingiustizie sociali. E le percentuali della disoccupazione sono “da Maghreb”. In più da noi c’è un bassissimo numero di persone che cercano lavoro. Ecco: “Il cuore del problema si chiama lavoro. E non mi si dica che non si può fare niente perché c’è la Grecia, perché non l’accetto”.

(21:31) Nicola Porro (Il Giornale): le cose che dice Bersani sono ragionevoli. Ma il tema è un altro: la Spagna cresceva enormemente più dell’Italia in passato, e oggi si trova sul crinale del fallimento. “Quando si ragiona sulle crescite degli altri bisogna fare attenzione, e lo dico facendo autocritica. Perché io stesso avevo scritto contro la politica di Tremonti. Sbagliavo: c’è chi paga dei tassi usurai per pagare il proprio debito, del 12-13%. Mi chiedo: se avessimo gestito l’emergenza allargando i cordoni della spesa non sarebbe successo “un casino pazzesco”?

(21:35) Bersani ribatte: come si può diminuire gli investimenti durante una crisi? Ho dei dubbi che noi abbiamo fatto bene dal punto di vista della finanza pubblica. Ancora: la Grecia è l’unica paragonabile a noi per il sommerso. Vogliamo lavorare sul sommerso? E poi il punto dei punti: “una democrazia plebiscitaria non decide, perché si preoccupa solo di accumulare consenso”.

(21:37) Travaglio: “parliamo di una crisi che non si è quasi vista in televisione”. E a Bersani: “quanto tempo è che non pronunciate la parola conflitto di interessi?

(21:41) Porro: “si sa che il Giornale non è di Babbo Natale“. Santoro: “se è per questo non è neanche della Befana…”.

(21:49) Mieli: “è possibile che anche a destra ci siano dei giornalisti – Feltri e Belpietro – che ragionano con la loro testa; ci vuole un’abitudine a pensare che possa esistere anche nella destra chi fa ciò che gli pare. Indurre in chi ci ascolta l’idea che da una parte ci siano i buoni e dall’altra dei perfidi squadristi non ci porta da nessuna parte”.

(21:54) Travaglio: “Il problema è che sui giornali di destra non si leggono mai critiche a Berlusconi – a parte il Secolo e Farefuturo. Io ricordo una persona sola nell’ultimo secolo che aveva sempre ragione: il Duce”.

(22:06) Discorso di Travaglio: “i dirigenti del PD non bucano, non fanno ombra”. E cita il verso di Vasco usato da Bersani: “diamo un senso a questa storia”. Che continuava: “anche se questa storia un senso non ce l’ha“. Il discorso ironizza sui fallimenti, i tentennamenti e le crisi di identità del Partito Democratico. Conclusione: “Smettiamo di chiamarli oppositori fino a che non si oppongono: chiamiamoli diversamente concordi“.

(22:14) Intervista a Bocchino: “bisogna tollerare il dissenso, altrimenti non siamo il partito dell’amore, ma della paura. Lei non sa quante telefonate di deputati di Forza Italia ho ricevuto, timorosi soltanto di alzare la cornetta. C’è un’epurazione, una caccia alle streghe. Se chi dissente viene cacciato via si tenta di sterilizzare il dissenso“. “Credo che da oggi le epurazioni siano più difficili”. Colpiscono lei per cacciare Fini? “Mi sembra evidente”.

(22:21) Bersani si scalda: “Per contrastare la bozza Calderoli faccio un patto con tutti“; “un mix di leghismo e populismo che sarebbe nocivo per il Paese”. Poi, visibilmente scosso, difende con orgoglio il suo lavoro quotidiano di dialogo con i lavoratori in difficoltà. Norma Rangeri replica chiedendosi se a loro interessi davvero il dialogo con il PD.

(22:33) Mieli: “quando parliamo di Grecia parliamo di noi”. “Bersani, non sottovalutare i litigi nella maggioranza, perché state ancora pagando il fatto di aver sottovalutato il litigio del 1994-95 tra Berlusconi e Lega”.

(22:40) L’Italia spende lo 0,35% del PIL nell’arte. Santoro poi manda alcuni dati: taglio del 30% nel fondo unico dello spettacolo; finanziamenti pubblici per la lirica fermi a Milano a 44 milioni contro i 160 di Parigi; per la cultura in Italia si spendono 1,8 miliardi e in Francia 12. Porro: “ma voi della lirica fate 16 ore a settimana invece delle 36 a settimana dei metalmeccanici. E’ chiaro che la cultura è un problema ma non è sullo stesso piano dell’Asinara”. 

(23:02) Scene da terzo mondo in un servizio da Palermo: incommentabile, rimando al video.

(23:16) Bersani: “l’acqua non è pubblica, è di Dio“. Rangeri: “e allora firmi il referendum!” Bersani: ma ne abbiamo persi 24 in dieci anni!

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