IJF 2010 / 8 – Quello che resta del panel con Cruciani e Cazzullo.

Nel corso dell’ultima giornata del Festival, Aldo Cazzullo incontra Giuseppe Cruciani per parlare del rapporto (malsano, in Italia) tra giornalismo e politica. Due i momenti “clou”.

Il primo riguarda il conflitto di interessi, che secondo Cruciani

è un problema che non esiste più, di cui gli italiani non si interessano più. Non serve più parlarne: le persone raziocinanti concordano che ci sia un conflitto di interessi, ma è un problema che non mi pongo. Sarà perché ne sono immune. Tranne quando ho invitato Rocco Siffredi, che a un certo punto ha iniziato a parlare del pisello di Berlusconi.

Mentre Cazzullo commenta ridacchiando “stiamo volando alto”, il giornalista de La Zanzara si addentra nei meandri dell’aneddoto:

Dopo 15 minuti di chiacchiere su questo – del resto il tema di attualità era sesso e politica, in quel periodo – a fine trasmissione ho trovato 17 chiamate sul cellulare. Io non ho riposto. Il giorno dopo arriva la telefonata del presidente del Sole 24 Ore Cerutti, che mi chiede di incontrarlo. Ci troviamo, e lui mi dice: “Lei mi ha veramente messo in difficoltà: ero in fabbrica e mi è arrivata una telefonata di Bonaiuti. Che dice: mi hanno riferito che Rocco Siffredi ha parlato del pisello di Berlusconi a Radio 24. Non è accettabile. E poi chi è  Rocco Siffredi?”.

Il secondo ha per tema il divismo dei giornalisti. Cazzullo incalza:

Ho l’impressione che qualche collega si sia lasciato prendere la mano, si sia messo a fare l’eroe e dunque ha bisogno di spararla sempre più grossa. Ma una critica perde forza se accoppiata a un insulto su una caratteristica fisica o a un cognome – e io lo so bene. Questo tifo, questa caricatura del giornalismo che è spararla sempre più grossa a prescindere dai fatti mi preoccupa molto. E non è esclusiva né di destra né di sinistra.

Seguono alcuni battibecchi tra la firma del Corriere e il pubblico, che parla di “vergognosi finanziamenti pubblici” al quotidiano di via Solferino (“il Corriere non prende un euro“, ribatte stridulo Cazzullo) e scambia i “buchi” per “buche”. Ma delle due ore di esegesi del berlusconismo non restano che la curiosità per i dettagli rivelati da Rocco Siffredi e le prese in giro sul cognome di uno dei presenti.

Insomma, avrete capito che cosa ne sia rimasto.

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3 pensieri su “IJF 2010 / 8 – Quello che resta del panel con Cruciani e Cazzullo.

  1. Il primo riguarda il conflitto di interessi, che secondo Cruciani “è un problema che non esiste più, di cui gli italiani non si interessano più”.

    Bene, bravi, bis. Missione compiuta.
    Molti giornalisti si possono dare delle reciproche pacche sulle spalle visto che questo è stato possibile solo grazie a loro.
    E ad alcune persone che erano ed in parte ancora sono ai posti di comando del centro-sinistra, naturalmente.

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