L’outing dei feltriani: meglio idiozie che notizie.


Scandalo! Il vicepresidente dei deputati del PDL e, soprattutto, “finiano di ferro” Italo Bocchino ha dichiarato che sarebbe favorevole a un premier omosessuale “perché sono contrario a qualsiasi forma di discriminazione e se venisse eletto dal popolo avrebbe tutto il diritto di governare il Paese”. 

Altro scandalo! Lo stesso Bocchino ha anche dichiarato di volere affidare il governo a chi abbia a cuore l’interesse dell’intero Paese

Due posizioni incredibili, da prima pagina. Detto, fatto:


Sorprendente“, scrive Il Giornale: proprio “loro”, gli ex-fascisti, si mettono a ragionare con gli stessi meccanismi di chi fino a ieri li definiva “fascisti di merda” – sostiene nell’editoriale Nicola Porro, ignorando che Bocchino non si sia mai pronunciato sulla Lega in termini simili. Semplicemente si è limitato a osservare che un presidente del Consiglio italiano che faccia apertamente gli interessi soltanto della parte padana del Paese suonerebbe come minimo strano. Macché, “le uscite di Bocchino” indulgono in quel “fighettismo di destra per cui le dichiarazioni si misurano solo sul politicamente corretto“. In sostanza: rifiutare l’idea di un Bossi premier non è sacrosanto, dato che fino a ieri chiedeva di pulirsi il culo con il tricolore. No, è “fighettismo di destra”.

Ma non basta: la “notizia” merita ulteriori approfondimenti. Ulteriori commenti. Ed ecco Vittorio Sgarbi dissociarsi, e dare giudizi pro e contro la “maledizione” di Bocchino, un “paradosso” per chi vesta “abiti democratici” dato che la Lega ottiene il potere con il consenso dei cittadini, anche di quelli del Sud. E si sa, il popolo è sovrano: “questo avvenne anche in Austria con l’affermazione di Haider e fu facile a molti demonizzarlo”. Insomma, “la democrazia non è quello che Bocchino vorrebbe, ma quello che gli elettori indicano”. 

Dato che alla Lega di queste sconcertanti rivelazioni non interessa un bel nulla – leggere l’intervista di pagina 3 a Federico Bricolo per credere (“Ma chi se ne frega mi verrebbe da dire”) – la furia del Giornale si concentra sui “fighetti di Gianfranco”. Vittorio Macioce teorizza: Fini non prende voti perché i suoi fanno “la politica del cachemire“, “sanno di destra al caviale“. E poi c’è questa storia del non voler morire berlusconiani: è perché a loro fa “schifo il Drive In“. Altro che immigrazione, giustizia, rispetto per le Istituzioni: è tutto qui. Falso, ma comodo: così si possono dipingere i farefuturisti come intellettuali da salotto, e fare di chi va in giro in camicia verde dei problem-solver.

Poco importa poi che il direttore Feltri, intervistato oggi dal Riformista, smonti i teoremi dei suoi stessi editorialisti, sostenendo “il fighettismo finiano non lo vedo“: il Giornale è un quotidiano libero, e ognuno può dire la sua. Anche contro il parere del direttore. Che nelle parole di Bocchino vede la “vera idiozia” di uno di quelli che “ai tempi miei si chiamavano cretini“. 

E così, tra una schermaglia e una smentita, se ne vanno le prime tre pagine del quotidiano odierno. Forse il vero “outing” non è quello dei finiani, ma dei “feltriani”: meglio idiozie che notizie. Meno male che ci sono loro, a tutelare gli interessi dei cittadini.

PS: nel frattempo quella che perfino Nicola Porro aveva definito una “sintesi” che “può sembrare forzata” viene smentita seccamente da Bocchino: “Non ho mai detto meglio gay che leghisti. Dico solo che non possiamo avere un Premier leghista perché rappresenterebbe solo una parte del Paese. In ogni caso, sono contrario ad ogni forma di discriminazione per orientamento sessuale […]”.

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4 pensieri su “L’outing dei feltriani: meglio idiozie che notizie.

  1. Un’altra notizia:
    “MEGLIO MUSULMANI CHE GAY”, un lettore del “Giornale” dà dimostrazioni di apertura mentale:
    #147 voce nel deserto (6203) – lettore
    il 14.04.10 alle ore 22:46 scrive:
    La politica italiana si perde nella cloaca massima apprestata dalla opposizione di sinistra che vive di pane e rapporti omosessuali. io preferirei che il premier non fosse nè un vizioso eterosessuale nè un omosessuale, vizioso per definiìzione. Di questo passo piuttosto che un premier omosessuale di destra o di sinistra preferirei un premier mussulmano che sia persona impegnata costantemente a realizzare il bene del popolo.

    • L’ auspicio bizzarro di questo lettore del Giornale, riassume perfettamente l’ assurda mania, tutta italiana, alla gerarchizzazione delle differenze, che vorrebbe stabilire chi è meglio o chi è peggio a seconda delle differenze che esprime come essere umano, ripetto al concetto completamente soggettivo e astratto, di normalità. Aspetto con ansia il giorno in cui essere differenti, per razza, religione, condizioni personali e inclinazioni sessuali, sarà considerata semplicemente una cosa normale.
      Essere differenti è normale.

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