Aborto e pedofilia: non si scherza (su Facebook). Il caso di Miria Ronchetti.

C’è un modo per ottenere le dimissioni di un politico: costringerlo a scrivere qualcosa di sbagliato su Facebook. Altro che concussioni, mazzette e associazioni esterne. Basta uno status update sopra le righe. Lo dimostrano svariati casi (il più noto è quello di Matteo Mezzadri, ma se ne contano innumerevoli altri), l’ultimo dei quali riguarda l'(ex)assessore alle Politiche sociali del PD di Carpi, Miria Ronchetti. Che qualche giorno fa scrive sulla propria pagina Facebook:

Mi viene un pensierino molto cattivo: ma non è che i preti non vogliono l’aborto perché vogliono tanti bambini a loro disposizione?

Il giorno dopo, sull’onda delle prime polemiche, il post è già rimosso. Immediate arrivano anche le scuse:

Manifesto il mio rammarico per quanto apparso sulla mia pagina di FB. Intendo chiarire che si è trattato di una spiacevole e infelice battuta dovuta al clima di tensione che si respira in questi giorni. Mi scuso con quanti si sono sentiti offesi e, in particolare, con tutte le donne e gli uomini che nella Chiesa ogni giorno si dedicano con sacrificio e passione al benessere della comunità. Rimetto il mio mandato nelle mani del Sindaco Campedelli per non mettere in difficoltà l’operato di una Giunta che sta lavorando bene per la città.

Ma è troppo tardi. Luca Ghelfi, consigliere provinciale del PDL, accusa: “Speravo ci fosse un errore, invece è tutto tragicamente vero […] Mai, neppure in un social network, chi ha avuto mandato dal popolo, deve pensare di poter fare dichiarazioni che possano urtare sensibilità differenti” (nel “Partito dell’Amore” non l’ha mai fatto nessuno, vero?). E’ bene ancora una volta che i Cattolici prendano atto che c’è chi nel PD in fondo coltiva un anticlericalismo di maniera“. Come “di maniera” sono state le rivelazioni del New York Times e l’intervista pubblicata da Il Giornale sul tema della pedofilia? 

Enrico Aimi, sempre del PDL, rincara la dose: “Credevamo che a tutto ci fosse un limite, fantasie deviate e cattiveria comprese, ma l’Assessore alle politiche sociali del Comune di Carpi ha saputo fare molto di più“. E che sarà mai? Avrà forse definito una parte della magistratura una “metastasi della democrazia”? Peggio: quelle affermazioni costituiscono “una vergogna per lei, per la coalizione e per il partito che rappresenta“. Tutta colpa di quella sinistra “alla spasmodica ricerca della creazione del grande partito radicale di massa“. Con esiti, finora, pessimi: provino a scriverlo su Facebook, magari qualcosa succede.

E nel PD? Nessuna solidarietà: il sindaco di Carpi Enrico Campedelli dichiara che “non esistono attenuanti per qualificare infelici esternazioni che ledono in modo profondo la sensibilità di milioni di persone”. Il segretario di Carpi Dalle Ave ritiene le dimissioni un “gesto non solo opportuno ma necessario“. E Paolo Negro, dell’esecutivo provinciale, parla di un “giudizio sommario e incauto” per cui “appare giusta e doverosa” l’intenzione del sindaco di accettare le dimissioni dell’assessore. Niente di strano in un partito abituato a scambiare l’ironia (riuscita o meno) per diktat e i diktat per ironia. 

Il punto è che non c’è niente da ridere: in un Paese in cui la lotta politica si combatte a colpi di minacce, elenchi di “mandanti morali”, accuse di “regime” e “eversione” e in cui il verbo “delinquere” ha sostanzialmente perso il proprio significato l’unica, la residua àncora di moralità sono quei pochi caratteri affidati al proprio stato di Facebook. L’ultima incontrastata prova del proprio atteggiamento esistenziale nei confronti del mondo e della politica. Certo, sarebbe bene capire che Facebook non è un’osteria, dove le parole durano quanto qualche bicchiere di vino. Eppure viene anche a me “un pensierino cattivo”: che questa classe dirigente sia capace di salvare la propria integrità solamente su di un social network. E che al di fuori riveli tutta la sua mancanza di ironia, compiutezza e buonsenso.

A meno che non voglia rendersi altrettanto trasparente e integerrima non solo su Facebook, ma anche nelle riunioni, nei consigli, nei dibattiti pubblici. Che ne dite, cari lettori, facciamo del rigore imposto sui profili di Facebook lo standard per valutare tutti i comportamenti, fuori e dentro la Rete, della nostra classe politica?

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15 pensieri su “Aborto e pedofilia: non si scherza (su Facebook). Il caso di Miria Ronchetti.

  1. Fabio, ma lo sai che pure io l’altro giorno parlando con un amico stavo facendo la solita riflessione della signora?

    Per il resto… condivido il tuo pensierino cattivo…

  2. Il PDL usa due pesi e due misure per giudicare i comportamenti delle persone: uno per Mr B e scagnozzi e uno per tutti gli altri.
    Ma il fatto non e’ stupirsi che vengano accettate le dimissioni anche in maniera “incauta” per una affermazione del genere, dovrebbe essere prassi, e’ da stupirsi che il PDL non le abbia chieste per il suo capo e tutta una serie di personaggi che si aggirano tra le fila del partito, quello e’ lo scandalo.
    Nel mondo c’e’ gente che si dimette per molto meno.

  3. Ma per favore… approffitano di qualsiasi cosa, anche di una battuta in effetti un po stonata.. l’avevo notata pure io… ma non c’è bisogno di arrivare a tanto… se per ogni battuta disgraziata che fa uno del PDL, premier compreso, la persona che la fa si dovesse dimettere, avremo il ricambio automatico della classe politica….

  4. Premetto che non sono del PD anzi sono un avversario, e ritengo che Mr B sia valido però credo anche che la censura ossessiva di questi tempi sia assurda.
    Da ragazzo ho letto alcuni numeri dell'”ASINO” il giornale anarcosocialista del 1900 e lì vi erano fior di vignette anticlericali; oggi appena un disgraziato fa una battuta deve chiedere scusa ai mussulmani, agli ebrei, ai preti, ai consumatori ecc.
    La battuta di Miria Ronchetti è pesante ma è adeguata al momento che stiamo vivendo; se poi ci mettiamo il caso del fondatore della Legione di Cristo le organizzazioni tipo OPUS DEI e tanti fatti che emergono ogni giorno credo che le dimissioni della Ronchetti vadano respinte a meno che non vogliamo restaurare il castello di Canossa con magari Ruini sulla porta con un tortore per gli incauti politici.

  5. Solo disgusto! Tutto qui quello che si può dire. La sensibilità delle persone è offesa da una insipida (e poco originale) battuta che non giungerei a definire satira. Gli altri comportamenti invece rendono onore e gloria a chi li ha tenuti….

    Solo disgusto!

  6. Io non sono né cattolico né elettore del PD (e neanche della confraternita dell’Amore), ma lasciatemi dire che la battuta in questione mi pare non solo offensiva, ma anche oltremodo stupida. Chiunque può permettersi di pensarlo, per carità, ma un politico non dovrebbe permettersi di esternare pubblicamente cose del genere. Pronunciarsi in modo ragionevole e anche duro sull’aborto e sulla pedofilia sarebbe stato assai più gradito, ma se tutti i politici prendono spunto da Berlusconi su come pesare le parole, allora siamo a posto.
    A parte questo, la Ronchetti ha rimesso il suo mandato nelle mani di Campedelli, e Campedelli ha preso la sua decisione. Non vedo assolutamente nulla di tragico nella faccenda e non sento tutta questa puzza d’ipocrisia, così come non vedo alcuna “residua àncora di moralità” nel succitato status di Facebook.
    A mio avviso è più che legittimo usare questa vicenda come spunto per una riflessione, ma assumerla come caso emblematico mi convince molto di meno.

    • i leghisti hanno fatto proseliti di milioni di italiani con battute molto più brutte e qualunquiste.
      comunque è vero: i clericali sono o culattoni o pedofili e più c’è miseria e più loro possono fare i loro porci comodi. E’ sempre stato così. Inoltre si sottovaluta l’inclinazione/deviazione psicologica di chi si mette a fare il prete per nascondere le sue devianze sperando che con la meditazione gli passi, ma anzi, come si vede le frustazioni psicologiche nel segreto dello stato del proprio animo, dove ogni cosa è messa nelle mani di Dio (che però non comunica e ne si fa sentire in nessun modo, essendo alla fine per queste persone UN AMICO IMMAGINARIO) maturano e si esasperano in morbosi comportamenti contro le persone più deboli.
      E dire che il loro Gesù è venuto per liberare i più deboli. Sti preti fanno proprio il contrario.

      • “I leghisti hanno fatto proseliti di milioni di italiani con battute molto più brutte e qualunquiste”. Vero. Ma non mi sembra saggio seguire il loro esempio. Ribadisco: concetti di una certa importanza richiedono prese di posizione più serie, non battute di cattivo gusto.

        “Si sottovaluta l’inclinazione/deviazione psicologica di chi si mette a fare il prete per nascondere le sue devianze”. Vero. Ma non equivale a dire: “i clericali sono o culattoni o pedofili”. Mi sembra una visione estremamente riduttiva e semplicistica, su cui non posso essere d’accordo.

    • Dipende… Se sei un politico e usi/hai usato FB per fare politica (credo sia la stragrande maggioranza dei casi) significa che ormai lo spazio non è più privato… almeno così la vedo io.

  7. Vergognatevi, nemici dell’Amore!

    “L’Asino”, che tira in ballo Bruno, mi riporta alla mente il fatto che negli anni Settanta, alla fine, ero in biblioteca, presso la Galleria d’Arte Moderna di Torino, e un’amica storica dell’arte volle essere aiutata per spostare la grande cartella, che conteneva più annate de “L’Asino”, e, sia in quel momento che in seguito più volte, pensai che se fosse stato effettivo il sintagma verbale “L’asino che vola”, cosa avremmo dovuto dire a quell’asino perché si spostasse? L’Amore, voi lo sapete, intendo l’Amore con la A maiuscola, del Partito dell’Amore, è peggio, cioè è meglio, del “ciuccio che vola”, difatti io non avrei mai presupposto che l’Amore potesse dare tanto che chiunque, pagandolo con i soldi pubblici, potesse esserne colmo, cosa possiamo pretendere noi, di là, che non siamo nell’Amore, cosa possiamo dire se un prete incula un bambino,dài, smettiamola, siamo anticlericali, come si può dire da Carpi che tra aborto e pedofilìa la semantica è beffardemente coerente, ci vuole Amore, che forse, a pensarci bene, non ha niente a che fare con la riproduzione, mi sa che, in questa logica del “Ciuccio che vola” e dell’Amore che nasce d’arCore, l’Amore s’infili altrove…Ma potrei dirlo in una seduta pubblica, comunale, regionale, parlamentare, che sia? Dovrei solo vergognarmi…”Vergogna!”, “V.S.Gaudio, si vergogni, lei è un nemico dell’Amore!”

  8. Pingback: Micromoralia /2 – E’ giusto considerare uno status update o un tweet come una dichiarazione pubblica? | Moralia on the web

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