Rai per una notte: ilNichilista ve lo racconta in diretta dal Paladozza di Bologna.

Su questo blog a partire dalle 21 copertura totale di “Rai per una notte“, direttamente dall’interno del Paladozza.

Per foto, commenti, interviste e quant’altro collegatevi anche alla mia pagina Facebook o a Twitter.

Per una panoramica di ciò che è stato organizzato in Rete sull’evento, rimando alla mia analisi per l’Espresso. Un elenco delle piazze (reali) da cui guardare la trasmissione in streaming è invece disponibile qui.

Per la diretta streaming:

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Questo l’elenco dei siti che trasmetteranno la diretta compilato da Simone Salis di Vieni a vedere internet da me:

LA CRONACA

(21:01) Si parte con un video di un’adunata del Duce, seguito da quello in cui Berlusconi il 20 marzo a Roma chiede “volete voi…” “volete voi…” agli elettori accorsi in piazza San Giovanni. Le prime immagini di Berlusconi vengono accolte da un boato di fischi. Il pubblico bombarda di “sìììì” le domande del premier sulle intercettazioni, l’uso politico della giustizia e i “pollai”.

Inizia Michele Santoro, rivolgendosi al presidente Napolitano. “Certe assonanza sono preoccupanti”. Esattamente 40 anni fa Danilo Dolci decise di infrangere la legge per fare la sua prima radio libera, che trasmetteva dalla Sicilia per lanciare un SOS per i terremotati e i disoccupati. SOS: perché qui si marcisce di chiacchiere e di ingiustizia. Galleggiano i parassiti e gli imbroglioni mentre la povera gente si sfà. Tutti hanno il diritto di esprimere liberamente il proprio pensiero. E poi aggiungeva: cosa vuol dire tutti? Vuol forse dire tutti tranne i 50 mila abbonati della Rai che hanno reso possibile l’evento di questa sera, tranne le 200 piazze collegate con noi in tutta Italia; vuol dire tutti escluso noi? E le intercettazioni di Trani, dobbiamo escludere pure quelle dalla televisione? Vorrei ricordarle con grande umiltà che per una telefonata il presidente degli Stati Uniti Nixon dovette dimettersi. Allora Nixon disse: “pubblicatele tutti”. Questa è la democrazia americana, altro che privacy. Si è compiuto un “delitto di enorme gravità”. Si è realizzata una interferenza politica sulla libertà di espressione. Un delitto molto grave, a prescindere dalle condanne dei tribunali. E’ una violenza contro la Costituzione. Quelle telefonate se sono normali devono venire tutte pubblicate. Avete creato un arbitro lottizzato. E anche questa è una violenza operata nei confronti della Costituzione. E’ lo stesso arbitro che sanzionò Grillo. Grillo in questo momento è un soggetto politico, e quando un soggetto politico esprime delle critiche il dovere di noi giornalisti è di pubblicarle. Invece la calunnia, il vilipendio non spettano all’autorità delle telecomunicazioni, ma ai tribunali ordinari. Allora si costruì una gigantesca costruzione giudiziaria: 90 milioni di euro di multa per ogni cosa facessimo. E questa abnormità è in contrasto con il diritto. La sanzione aveva una motivazione semplice: nel nostro Paese non si deve parlare dei processi che riguardano il presidente del Consiglio. Questa è una ferita profonda per la libertà del pensiero e per la Costituzione. Signor Presidente, io non voglio tirarla per la giacchetta: sono qui soltanto per ribadire che se i partiti non abbandonano le istituzioni di garanzie, il nostro Paese rimarrà sempre prigioniero del conflitto d’interessi. E con esso i partiti dell’opposizione. Quarant’anni fa la radio di Dolci fu chiusa dalla polizia – perché non aveva alle sue spalle né un partito politico né la P2. I tempi stanno cambiando. E come direbbe oggi Danilo Dolci, noi abbiamo il diritto e il dovere di parlare e di farci sentire. Per questo questa sera noi accendiamo le nostre luci perché ricominci Annozero.

Boato assordante e applausi del pubblico. Il Paladozza è tutto in piedi. Nel frattempo parte il video che testimonia il trattamento riservato alla troupe di Annozero il 20 marzo a piazza San Giovanni. Un sostenitore del PDL dice: “siamo a favore della libertà di espressione” e dal pubblico piovono le risa. un altro dice noi odio voi amore – altre risate. Nel video si sentono i manifestanti sostenere “a morte Santoro e Di Pietro”, “Travaglio vaffanculo”, “Santoro fascista”. 

(21:15) Sigla – questa volta suonata dal vivo.

(21:18) Loris Mazzetti parla da dietro il filo spinato. E ironizza con Santoro: “attento che dopo stasera anche te…”. Poi si vira sull’ironia con Cornacchione.

(21:27) La visuale dalla mia postazione:

(21:30) “E’ giusto fare i processi in tv?” – chiede Cornacchione. “Sììì” risponde qualcuno dagli spalti. “Volete che Silvio sconfigga il cancro nei prossimi tre anni?”. Imbarazzo. Qualcuno butta là un “no”.

(21:32) Discorso di Travaglio sull’inchiesta di Trani. L’Agcom? “Un tribunale dei partiti”. “Il PD pigola e i giornali al seguito minimizzano”. Si guarda come al solito il dito (le intercettazioni) e non la luna (il loro contenuto). 

(21:40) Floris: “quello che mi colpisce non sono le intercettazioni, ma la tristezza del quadro complessivo. L’importanza del contenuto di quelle intercettazioni non si nota perché tutto sta scendendo di livello”. Berlusconi? “Rabbioso e viscerale”. Io tuttavia non sono d’accordo sul parallelo Berlusconi-Mussolini. Il punto è che quando Berlusconi dice “volete tante tasse?” e il suo popolo dice “no”, che vuol dire: che gli altri vogliono tante tasse? “C’è una mancanza di ossigeno nel nostro Paese, e credo sia il momento di ricominciare a respirare”.

(21:44) Santoro: “la retorica a risposta obbligata è la stessa” (in Berlusconi e in Mussolini).

(21:45) Lerner: “io sono per l’abolizione dell’Ordine dei Giornalisti”. L’idea, secondo Lerner, è di provare a chiudere le trasmissioni di informazione per un mese, “per vedere che succede. “Così, chissà che non si crei il precedente anche per il dopo”. Da una parte gli effetti già si vedono: telegiornali faziosi che diventano ancora più faziosi di prima. Su Mediaset hanno riservato il 75% dei loro spazi al centrodestra e al governo. In RAI c’è stata una multa al Tg1 – ridicola in confronto al vantaggio arrecato al governo. “Dovremmo mettere agli atti chi ha protestato e chi è stato zitto”. “La censura crea il suo antidoto”. “Non è facile fare censura in Italia”. “Forse scopriremo che sono nati canali alternativi di informazione”. La RAI? “Trattata come una tv privata, dei partiti”. Forse “dovremmo ripensare il modo di stare in tv dei politici – perché se i conduttori cambiano, gli ospiti sono sempre gli stessi”. Non importa di che si parli. Sembra siano “competenti di tutto: ma se sono tutto il giorno a Saxa Rubra, quando studiano?”.

(21:52) Barbara Serra: “la BBC è per il popolo, la RAI per i politici”. Santoro: “da noi hanno abolito le domande”. Serra replica: “se vuoi fare il giornalista devi fare arrabbiare qualcuno ogni giorno”.

(21:54) Ruotolo: “il presidente del Consiglio non si perde una puntata di Annozero. E ogni volta che lo guarda si arrabbia”. Ricostruzione delle intercettazioni al centro dell’inchiesta di Trani. Quelle sull’ “aprire il fuoco a tutto spiano”, e non solo su Santoro. Che commenta: “e meno male che i carabinieri hanno resistito”.

(21:59) Giulia Innocenzi: “dalla tv è scomparsa la crisi economica”. Le lavoratrici dell’OMSA si lamentano: lo Stato non ci aiuta, dobbiamo vivere con 700 euro al mese – quando va bene.

(22:03) Ovazione per l’ingresso di Elio e le Storie Tese: “io guardo le trasmissioni di animali”. E poi attaccano con la parodia di “Italia amore mio”.

(22:08) Parte in video una analisi “molto dura”, a detta di Santoro, di Mario Monicelli. In cui si rimarca la somiglianza tra Berlusconi e Mussolini. “E’ proprio la generazione che è corrotta, malata, che va spazzata via”.

(22:12) Sul maxischermo si vede la piazza appena fuori il Paladozza stracolma di gente. Santoro: “questi sono gli abbonati della RAI”.

(22:14) Videintervista a Gillo Dorfles: “siamo una società contraffatta”. “L’unico modo di salvarsi è fare i confronti tra quello che avviene e quello che viene raccontato. Basta pensare al ponte in Sicilia. Che non è solo non sta venendo costruito, ma non verrà mai costruito probabilmente”. Una democrazia “soggiogata dal falso”? Dorfles: “democrazzoide”.

(22:17) Santoro: “è il più grande evento della storia del web italiano, con 100 mila connessioni contemporanee”.

(22:23) Il Paladozza in piedi per Daniele Luttazzi. “E’ la fine del regno birbonico”. In sostanza, un “rapporto anale alla terza fase”.

(22:26) La folla raccolta intorno al maxischermo a Pisa:

(22:38) Luttazzi: “odiare i mascalzoni è cosa nobile, ce lo insegna Aristofane. L’ultima stoccata prima di uscire da un Paladozza in delirio dando il cinque a Marco Travaglio, in piedi per l’occasione.

(22:42) Norma Rangeri: “sono andata alla manifestazione di Piazza San Giovanni, e sono rimasta colpita perché ho visto delle facce che già conoscevo. Le ho viste da Maria De Filippi”. Bisogna “costruire una RAI diversa”, perché il paragone con Mussolini regge. “E’ un’atmosfera bruttissima”.

(22:45) Terza tranche delle intercettazioni. Le frasi vengono intervallate da qualche risata del pubblico. Santoro: “siamo fiduciosi nella giustizia”. E chiede l’applauso per Massari del Fatto Quotidiano, che ha per primo rivelato l’inchiesta.

(22:51) Le prime immagini dalle Colonne di San Lorenzo a Milano:

(23:02) Messaggio di Milena Gabanelli. “Clima da caccia alle streghe”. “Siamo sull’orlo di una sconfitta civile, il Paese non comprende la portata di mosse scriteriate che ci mettono in ridicolo di fronte al mondo”. “Voi avete un’idea di quale sia il programma dei candidati che voterete domenica?” Risponde il Paladozza: “no, no, no”. “E’ normale e non eroico rifiutarsi di calpestare ciò in cui si crede”.

(23:08) Secondo discorso di Travaglio. Questa volta sulla presentazione delle liste del PDL. Tutto il discorso è sottolineato dalle risate agli spalti. 

(23:16) Santoro: “Secondo Bondi – e vi prego di non commentare – noi stiamo facendo pena. Il problema non siamo noi che facciamo pena, ma quelli che ci vogliono vedere. I dati sono clamorosi: 120 mila accessi. Repubblica.it ha raggiunto il massimo della sua capienza con 60 mila accessi unici – il massimo dello streaming. La questione dunque che voglio porre al PDL, con semplicità, sperando in un ravvedimento è: se c’è una domanda, se la gente vuole ascoltare Marco Travaglio, deve poter ascoltare Marco Travaglio. Non c’è niente da fare di fronte a questo. Vengono prima le regole, o il primato della politica?”. “Aver usato la parola rivoluzione è stato liberatorio. Non c’è niente di cui vergognarsi a pronunciare la parola rivoluzione”. Floris: “lo dice anche Monicelli”. Santoro: “significa un cambiamento radicale, totale, anche nelle coscienze”. 

(23:22) Dal pubblico qualcuno non vuole la “strada complessa” che Floris va teorizzando. In sostanza, meglio la rivoluzione.

(23:24) Iacona: Gordon Brown, la Merkel e Sarkozy si sarebbero dimessi. Invece da noi no. Il problema riguarda “la tenuta democratica del nostro Paese”. E questo – il berlusconismo – “potrebbe essere solo l’assaggio”. L’autoritarismo “ha assunto forme nuove, e l’Italia è già molto avanti su questa strada”.

(23:26) Morgan criticato dal pubblico: “vai a casa”, “stai zitto”, “ma chissenefrega”. Morgan: “io conosco Dante”. Una voce dal pubblico: “non è vero”. E un’altra: arriva al punto. Alcuni però lanciano un applauso di incoraggiamento. Santoro: “parla, ma arriva al punto. Concludi il tuo pensiero”. Morgan: “non so se può concludere il mio pensiero”.

(23:32) Titolo di apertura del sito de Il Giornale:

(23:37) Gad Lerner: “il diavolo ha fatto le pentole ma non i coperchi”. Nel frattempo i siti dei maggiori quotidiani e delle principali agenzie mettono l’evento del Paladozza in secondo piano.

(23:41) Nel frattempo “Luttazzi” è trending topic negli UK:

(23:44) Benigni in video: “La libertà è un bene anche quando – come Santoro – la si usa male”.

(23:49) Alle 22 il picco dell’hashtag #raiperunanotte su Twitter, con lo 0,18% nei topic a livello globale:

(23:52) Giulia Innocenzi intervista una operaia dell’ISPRA . Che chiude con un augurio: “buona notte e buona rivoluzione”. Applauso scrosciante.

(23:56) L’ultima parola a Emilio Fede. Qualche accenno di fischi dal pubblico, subito interrotti. Fede: “è una scelta politica quella di urlare al mondo che manca la libertà di informazione”. Qualcuno sulla pagina Facebook del Popolo Viola commenta così la sua presenza:

Nel frattempo lui dice: “Berlusconi non ha mai cercato di chiudere Annozero”. Il pubblico rumoreggia, anche con un fischietto.

(00:10) Spinoza.it raccoglie in tempo reale il meglio dell’ironia del web scatenata da Rai per una notte. Qui:

E su “Vieni a vedere internet da me?” arrivano le prime immagini di chi si è raccolto intorno alla Rete per vedere lo spettacolo:

(00:17) Una domanda intelligente su Twitter:

(00:20) Chiusura con Santoro che chiede e ottiene un giuramento dalla redazione e dal pubblico di Annozero di farla “ora e sempre fuori dal vaso”.

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3 pensieri su “Rai per una notte: ilNichilista ve lo racconta in diretta dal Paladozza di Bologna.

  1. Questo evento dimostra ancora una volta, come se ce ne fosse bisogno, le potenzialità del web … ma non posso dire di esserne rimasto completamente soddisfatto e, col senno di poi, sono convinto che Filippo Rossi abbia fatto bene come ha fatto. Il che mi porta alla domanda (a cui credo risponderai presto nel tuo blog): come ti è sembrato Raiperunanotte?

  2. “Qual è il politico in grado di rappresentare la community di #raiperunanotte?”
    Non c’è un politico, ma ci sono tanti cittadini: le Liste Civiche 5 Stelle, dove si candidano.
    Altrimenti, Vendola forse è il più vicino a questo sentire, e le liste di Sinistra e Libertà ci sono un po’ dappertutto.

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