Non fanno altro che morire.

Le prime quattro notizie della homepage de Il Gazzettino di qualche attimo fa:

Quando invece di raccontare la vita si racconta la morte. Che, a quanto pare, è tutto ciò che accade nel nordest. Almeno secondo Il Gazzettino.

6 pensieri su “Non fanno altro che morire.

  1. io personalmente detesto e ho sempre detestato sentire questo genere di notizie … mi sembra che si cerchi solo di fare sensazionalismo (potrei anche togliere il “mi sembra”) … qual è poi l’interesse di essere bombardati tutto il giorno da questo genere di informazioni ?

  2. Purtroppo i giornali (cartacei e online) hanno perso la loro utilità informativa… ormai sono solo un mezzo per far soldi e permettere al giornalista di turno di pagarsi il pane… per lavorare ha bisogno del sensazionismo e quale miglior modo di attirare l’attenzione se non la cronaca nera?
    FELICE DI NON USUFRUIRE DI TALI SERVIZI.

  3. Le critiche sono tutte ben accette, e le mie non sono soltanto parole, perché a Gazzettino.it lo dimostriamo ogni giorno pubblicando anche commenti molto critici nei nostri confronti. Una cosa non mi torna: la bambina che si risveglia dal coma a me sembra una storia di vita, che più vita non si può. Poi se volete possiamo anche parlare del ruolo del giornalista (che deve informare, non educare) e dei gusti dei lettori, che per motivi a me sconosciuti “preferiscono” storie di morte a storie di vita (abbiamo i numeri che lo dimostrano), ma servirebbe uno spazio maggiore di quello di un commento.

    Ciao a tutti
    Carlo Felice Dalla Pasqua
    (Gazzettino.it)

  4. Caro Dalla Pasqua,

    la ringrazio per l’intervento. Devo darle atto che, contrariamente ad altre testate, la vostra apertura nei confronti delle critiche è encomiabile. Riconosco anche che la storia della bambina uscita dal coma sia una storia di vita, anche se a mio avviso spettacolarizzata e legata a doppia mandata a una storia di morte. Lei giustamente sottolinea che sono i lettori a preferire “storie di morte”, e non stento a crederle. Tuttavia la mia voleva essere principalmente una provocazione, magari un invito a nutrire un po’ meno la pancia e un po’ più la testa dei vostri lettori. Una strategia che se nel breve termine non paga di certo, credo sarebbe a beneficio di tutti nel medio-lungo. Quando vorrà produrre in merito una riflessione più articolata di quella possibile in un commento sarò ben lieto di ospitare il suo contributo sul mio blog.

    Grazie e buon lavoro

    f.

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