La Rete non ha bisogno del “plauso” di Barbareschi.

L’uomo che si vanta di essere stato “il primo a fare causa a YouTube”. L’uomo che dichiara che “la Rete non deve più essere il luogo dell’anarchia”, e che dunque sia necessaria e urgente una “regolamentazione”. L’uomo che propone leggi a salvaguardia del diritto d’autore che prevedono la “delega al governo sulle piattaforme telematiche” (“lo Stato dovrà incentivare la realizzazione di provider per l’immissione e l’utilizzo legittimi e gratuiti di opere dell’ingegno”) – solo per poi utilizzare le battute di Spinoza.it senza citazione né fonte per sollevare le sorti del suo programma televisivo. È la “crossmedialità”, baby. L’uomo che se avesse potuto avrebbe costretto gli intermediari a contribuire alla sopravvivenza dei titolari dei diritti d’autore, avrebbe aumentato le responsabilità dei provider e ingigantito la SIAE (che aveva subito smentito la paternità dell’idea). L’uomo che pensa di combattere la pirateria costringendo ogni navigante a fornirsi di una “carta d’identità digitale” o strizzando l’occhio alla disconnessione come sanzione ultima (la ratio adoperata in Francia dalla contestatissima Hadopi 2). L’uomo che, a fronte di tutto questo, si dice convinto: “sono stato uno dei fondatori di Internet in Italia“. 

Ecco, quest’uomo ha oggi dichiarato:

Internet […] deve essere considerato sinonimo di sviluppo ma anche libertà; la consapevolezza di questo deve raggiungere il maggior numero di persone possibile. Ecco perché plaudo, con convinzione, all’iniziativa del presidente della Camera di sostenere la candidatura di Internet al nobel per la pace”.

Quest’uomo è Luca Barbareschi, e del suo “plauso” la Rete può fare tranquillamente a meno.

6 pensieri su “La Rete non ha bisogno del “plauso” di Barbareschi.

  1. (plaudere l’autore dell’iniziativa di un sostegno a una candidatura, invece che plaudere l’autore della candidatura, che e’ il direttore di wired, e’ poi un furto) ridicolo inserire il merito della “iniziativa al sostegno”, tra il sostegno e la candidatura!

    PS Colgo l’occasione per plaudire al panettiere e alla colf di fiducia dell’autore dell’iniziativa al sostegno della candidatura al premio della cultura

  2. perlomeno non ha candidato banana al nobel!

    “Ora ovviamente la scelta che è stata fatta editorialmente da me per il programma è stata di fare un programma cross-mediale”

    ci potrei pure stare, se non avesse utilizzato la battuta in un prodotto commerciale. infatti Spinoza.it è coperto “da licenza
    Creative Commons Attribuzione-Non commerciale-Non opere derivate 2.5 Italia”. e Barbareschi, in più, ha agito contro le convenzioni (non scritte) della rete, che obbligano ognuno a linkare le informazioni che ottiene durante la navigazione o altro (le fonti posso essere esterne alla rete)

  3. Non ha a che fare con la Rete ma, giusto per completare il quadro sul personaggio, aggiungerei che Barbareschi è stato tra i 7 (sette) deputati che hanno votato contro la proposta di sanzionare il sostegno elettorale da parte dei sorvegliati speciali. Credo che per giustificarsi abbia ripetuto la solita fregnaccia sull’essere ‘un vero liberale’. Ah, pare che “Barbareschi Scioccko” vada maluccio, nonostanti le tette in vasca.

  4. Pingback: Caro Fini, sulla libertà della Rete passiamo dalle parole ai fatti? « ilNichilista

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