La “chiamata alle armi” di Antonio Di Pietro.

Nel 2010 la “chiamata alle armi” giunge via mail:

Nelle parole di Antonio Di Pietro: 

Carissimi, è tempo di reagire. L’Italia, dal 5 marzo 2010, non è più  una democrazia parlamentare.

Motivo? 

Nessun governo in nessuna democrazia può cambiare le regole elettorali durante il periodo elettorale. Nessun governo in nessuna democrazia può “interpretare” le leggi al posto della magistratura. Invece, questo è ciò che è avvenuto in Italia. 

Un Paese nel quale i media televisivi pubblici e privati sono sotto il totale controllo del presidente del Consiglio Silvio Berlusconi. E’ tempo di chiamata alle armi. Pertanto, invito tutti i cittadini a partecipare alla manifestazione di sabato 13 marzo a Roma, alle ore 14,00, in piazza del Popolo. 

In presenza di una dittatura, saranno lecite le contromisure che normalmente si prendono contro i dittatori – tra cui, ad esempio, il ricorso ai “forconi” di cui scriveva Piero Ricca oggi in un suo post su Facebook?

Sembrerebbe proprio di sì, dato che durante la terza puntata di Telebavaglio  il leader dell’Idv ha dichiarato (minuto 27:00), dopo aver parlato per l’ennesima volta del governo in carica come “piduista e fascista”:

Alla fine la colpa era di chi ha fatto fuori Mussolini e non di Mussolini?

E’ questa l’ “alternativa di governo” dell’opposizione? Legittimare la guerra civile?

 

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14 pensieri su “La “chiamata alle armi” di Antonio Di Pietro.

  1. Fabio, un tale nel passato disse: “Non sono i popoli a dover aver paura dei propri governi, ma i governi che devono aver paura dei propri popoli.” Chi la disse partecipò davvero ad una guerra civile e ad una rivoluzione piuttosto cruenta. Ma il signore in questione è ricordato non come un fomentatore ed un terrorista, ma come uno dei padri del pensiero liberale.

    Non fa un poco riflettere?

    Michele Gardini

  2. Che il governo in carica sia piduista, questo è un fatto. Basta rileggersi il piano di rinascita democratica di Licio Gelli, e credo che potremo concordare sul fatto che il piano è stato attuato alla perfezione. Per quanto riguarda il fascista, forse non sarà vero tecnicamente; ma nella sostanza, direi che la realtà non è molto distante, vista la quantità e la qualità dei poteri che Berlusconi accentra nelle sue mani. Certo, non ha bisogno, almeno per ora, della violenza repressiva, perchè oggi sono a sua disposizione potenti mezzi di “distrazione” di massa con cui poter mantenere il consenso, mezzi che nel ventennio non esistevano.
    Per quanto riguarda i forconi e la violenza…la pazienza ha un limite, ma spero di no. Spero però che altre voci, magari più prudenti, si uniscano per allertare gli elettori sull’ emergenza democratica, in modo che attraverso il voto si possa ribaltare la situazione, senza violenza. Ma l’ opposizione la deve smettere di ripetere asetticamente che Berlusconi va battuto sul terreno delle proposte politiche, quando il gioco è truccato alle fondamenta. Va battuto, attraverso le elezioni, e non attraverso la violenza, ma innanzitutto perchè rappresenta un periocolo serio, serissimo, per la nostra democrazia; e la democrazia dev’ essere una priorità. Questo va detto da tutti, senza ipocrisia,senza paura, a voce alta, e va ripetuto fino alla nausea, proprio come Berlusconi fa con le sue bugie.A furia di ripeterlo la gente forse ci crederà. E’ una tecnica che funziona con le bugie (Goebbels insegna), ma a maggior ragione può funzionare con la verità. Se ci sarà unità delle opposizioni su questo, e le voci saranno più numerose, probabilmente Di Pietro non avrà bisogno di frasi shock ed estreme per attirare l’ attenzione, e probabilmente saremo ancora in tempo per mandare a casa Berlusconi senza violenza, attraverso il gioco delle elezioni, anche se truccato.

  3. Non me la sento di difendere completamente i toni e i modi di Antonio di Pietro, però non si può negare che (ora come ora) sia l’unico a fare veramente opposizione al governo Berlusconi. In un articolo su Linus di questo mese (scritto da Giorgio Galli) si faceva notare come il partito conservatore americano stia facendo di tutto per rallentare da oltre un anno “l’iter legislativo di una misura come la riforma sanitaria […], un tema di indubbio interesse pubblico, mentre in Italia una opposizione che si presenta come progressista non riesce a rallentare e ritardare neppure di un giorno leggi che riguardano solo il presidente del consiglio e i suoi ministri (il cosiddetto legittimo impedimento)”.

  4. Capisco comunque il tuo disgusto nei confronti di una classe politica (tutta intera) che non fa nessuno sforzo per calmare gli animi e invece alimenta sempre di più il già tesissimo scontro politico (??)

  5. Qualcuno mi può spiegare un cosa? Come si può riuscire, contro un governo estremista, a fare un’ opposizione moderata ma che allo stesso tempo sia anche efficace?
    E’ un dilemma sincero, non è una provocazione.

  6. Mi risulta difficile credere che ai giorni nostri si parli di rivolta civile come di soluzione. Anche realizzando con successo una rivoluzione armata in Italia, voi cosa pensate che accadrebbe dopo? Immaginate forse un futuro rosa e fiori post-rivoluzione? Un eden in cui poter vivere brindando tutti insieme sopra la tomba del dittatore?

    L’unica rivoluzione utile e vera, quella che io auspico, è quella delle coscienze civili, culturali e sociali del popolo votante.

  7. Ma col rimbambimento televisivo perpetrato a oltranza credete che questo “popolo votante” superficiale e disinteressato andra’ a votare contro Mr. B? Per il sentito dire che e’ un corrotto ecc quando poi al Tg1 dicono balle?
    Mi ci giocherei qualche anno di vita che molti ritengano sia un innocente perseguitato.

  8. Pingback: Il progetto di attentato contro Berlusconi « ilNichilista

  9. Pingback: “il progetto dell’attentato a Berlusconi” da Termometropolitico.it la scusa de IlGiornale e Libero | Metallo tra i denti

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