Quelli che non ridono.

In questi giorni tutto cambia, tranne la sensazione tremenda di essere testimoni di una costante farsa. Questa è l’impressione che si ricava dall’estenuante, umiliante, incredibile vicenda delle liste del PDL in Lazio e Lombardia: prima irregolari, poi regolari (per decreto straordinario approvato – e firmato – con un blitz notturno di trequarti d’ora), poi di nuovo irregolari (per il TAR del Lazio) e allo stesso tempo regolari anche senza decreto (quella di Formigoni). 

Il tutto mentre la parte che gridava al golpe e all’eversione prima del decreto si scopre a gettare l’acqua sul fuoco non appena il Presidente della Repubblica abbia obbedito alle pressioni del Presidente del Consiglio (o forse – voglio sperarlo – a un esasperato senso dello Stato). E mentre dall’altra parte si è passati dalle risa di scherno (prima) alle sentenze di morte per la democrazia, alle manifestazioni con i crisantemi, alle mobilitazioni del “popolo del pomodoro” (“una passata per il futuro”) e alle deliranti apologie dell’insurrezione e dell’intervento delle forze armate. 

Nel mezzo ci sono gli elettori, le vere vittime di questo di confusione permanente. Stretti nella morsa tra incompententi e incompententi, tra moralisti e moralisti, tra chi un giorno beatifica il presidente della Repubblica e l’altro ne fa la peggiore prima carica dello Stato della storia repubblicana. E costretti non solo (come oramai è prassi) a scegliere il proprio candidato senza sostanzialmente averlo mai sentito parlare del proprio programma elettorale, ma anche a non sapere nemmeno quale potrà scegliere e quando. Emma Bonino si candida o si ritira? Le elezioni saranno a fine marzo, tra due mesi o mai (se di golpe deve trattarsi…)? Sarà possibile votare Roberto Formigoni?

Non c’è bisogno di scomodare la parola “regime” per un Paese che un politico solitamente dai toni moderati come Pier Ferdinando Casini non ha esitato a definire di “cani rabbiosi“. Io parlerei semplicemente di una banda di incoscienti, di irresponsabili, di viziati che non hanno più non solo il polso del Paese (quello l’hanno perduto da un pezzo), ma nemmeno una chiara percezione di chi siano e che cosa vogliano. Loro, non gli italiani. Che hanno dimostrato una pazienza (o un menefreghismo) encomiabile, di fronte a tanto scempio del buonsenso e a tanto sfregio dell’interesse pubblico.

Già, le vittime. Di un sistema che sembra costruito apposta per non comunicare il concreto e per ingigantire il superfluo. Che tace l’operosità di quelle tante persone oneste che fanno politica con impegno e dedizione (e magari senza nemmeno arrivarci a fine mese) e premia le sparate sensazionalistiche dei presenzialisti da talk show (chissà come si sentiranno sperduti ora che non ci sono più nemmeno quelli). Che umilia l’impegno e gli impegnati e ingrassa i soliti, detestabili ventri degli oziosi

Diciamocelo: comunque vada queste elezioni le hanno già perse tutti. E non per complicate alchimie elettorali, ma perché a perdere comunque, in questa situazione, saranno gli elettori. Gli unici che, nella farsa, non trovano alcun motivo per ridere. Ecco, quelli che non ridono. Io sono tra loro.

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4 pensieri su “Quelli che non ridono.

  1. Veramente mi sembra che stiano dando esattamente quello che la gente vuole. Siamo un paese assetato di drammi e casi umani, superficiale, che non si ferma a riflettere ma che vuole vedere vivere continuamente e velocemente nuovi drammi e vicende intricate. Stiamo assistendo a un dramma politico, c’è rabbia, c’è foga, ci sono parole grosse e sfoghi di ogni genere. La drammatica situazione del partito che non viene rappresentato alle regionali contro la giusta ostinazione di chi vuole rispettare le regole. Abbiamo pure il caso umano di Napolitano che ha firmato non si capisce esattamente se perché doveva o perché voleva. Praticamente stiamo assistendo a una gigantesca puntata di uomini e donne. 🙂

  2. “Non si sa bene perchè Napolitano abbia firmato…” Ecco…
    non so…mi sbaglierò, e non è un’ analisi quella che faccio qui, ma solo una sensazione…ma ho sempre la scomoda impressione, sottolineo, nulla di più che un’ impressione latente, che gli ultimi due presidenti della Repubblica, e forse anche alcuni settori dell’ opposizione…abbiano avuto negli ultimi 15 anni una oscillante, ma continua, paura di un colpo di stato. Danno sempre l’ idea , non so come dire….di camminare sulle uova, a faccia in su…e con un ombrello in equilibrio sulla punta del naso!

  3. Pingback: Il progetto di attentato contro Berlusconi « ilNichilista

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