Il popolo del secolo scorso.

Mentre nel mondo si discutono gli effetti dei social media sulla politica e l’informazione, Silvio Berlusconi – che di certo non ha ascoltato il discorso pronunciato da Alessandro Gilioli il 5 dicembre – è rimasto al telefono:

Adnkronos non ha dubbi: si tratta di “una nuova strategia“. Del resto, “gli impianti sono sempre più sofisticati” e Berlusconi potrebbe perfino chiamare “da un fisso o dal suo cellulare” (questi sconosciuti). Anche se “raccontano” che preferisca – da “progressista” qual è – collegarsi dal suo studio di Palazzo Grazioli o di Arcore. 

Sulla conclusione non ho nulla da aggiungere: 

Questo strumento ”acchiappaconsensi”, rapido e poco costoso (sic), è diventato, quindi, una delle “armi elettorali” più efficaci del Cavaliere, al fianco dei gazebo e degli spot tv stile “discesa in campo”. Una telefonata allunga anche la vita politica, avrà pensato Berlusconi, prendendo spunto dallo spot Telecom degli anni ’90 reso famoso dall’attore Massimo Lopez.

Ecco, appunto. Visti i presunti, se dovesse vincere di nuovo non sarebbe più lui “l’uomo del secolo scorso”, ma noi “il popolo del secolo scorso“. 

Chissà chi la spunterà.

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3 pensieri su “Il popolo del secolo scorso.

  1. Si dice che fra un po’ non esisteranno più i compact disc. Pare che puoi ascoltare la musica direttamente sul computer. Si chiamano mp3 e li trovi gratis su un sito che si chiama Napster.

  2. Pingback: Notizie dai blog su [Politica] Servire il popolo, incoraggiare il dissenso (Phastidio.net)

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