Beppe Severgnini risponde, io cerco di strappargli una promessa.

Il post di due giorni fa, pubblicato anche su Farefuturo con l’aggiunta di una critica del pezzo in cui Beppe Severgnini chiedeva una risposta “rapida e memorabile” contro gli “idioti moderni”, ha scatenato molte reazioni in Rete. Tra queste, quella dello stesso Severgnini, che sulla sua rubrica Italians ha raccolto la mia provocazione a questo modo:

Ho a lungo meditato se rispondere o meno alle parole di Severgnini, che stimo e leggo fin da ragazzino. E se ho deciso di farlo è perché a questo punto non si tratta più di “troll” (o “idioti moderni”, un neologismo di gran lunga più raffinato), ma del rapporto tra giornalismo e quelli che da oggi il presidente Obama etichetta come “social media”. Un tema di cui, soprattutto ora che si sta compiendo una difficile integrazione/transizione tra cartaceo e digitale (in proposito consiglio l’ottimo L’Ultima Notizia di Gaggi e Bardazzi), è necessario parlare. 

Prima di tutto volevo però precisare che il mio post non era un invito a non perseguire i reati. Chi viola le leggi, sia un troll, un idiota o un premio Nobel, va punito. Che il reato sia stato commesso sulla tangenziale o su internet non importa: pericolosi idioti o idioti pericolosi, ha ragione Severgnini, non cambia nulla. 

Il punto tuttavia è un altro: il sensazionalismo di questi giorni non aiuta a combattere il fenomeno. Anzi, come ho mostrato nel post che ha originato il dibattito, lo alimenta. Allora, chiedo a Severgnini e ai suoi colleghi che siano sulla stessa lunghezza d’onda: perché invece di limitarvi a “registrare l’orrore” non avete spiegato ai vostri lettori come affrontarlo? Perché invece di fare la conta agli iscritti a “Giochiamo al tiro al bersaglio con i bambini down” (come ha fatto lo stesso Severgnini: “erano 1.317 alle 19.30, 1.361 alle 19.40, 1.378 alle 20, 1.563 alle 20.30” – e no, non “Aumentano, quindi, certi dell’impunità”, aumentano semmai quelli che, come Severgnini, hanno provato ribrezzo ma non sapevano usarlo) non avete spiegato come funzioni il meccanismo delle segnalazioni che Facebook mette a disposizione di ogni singolo utente (non servono le associazioni di genitori, i ministri, gli editoriali infuocati)? Perché non avete scritto che gruppi come quello si possono segnalare in pochi click?

Su Facebook tra l’altro non ci sono soltanto gruppi che nascono spontaneamente, sull’onda di una reazione emotiva, in risposta agli obbrobri dei troll. Ci sono anche pagine come “Basta con il razzismo su Facebook“, quasi 36 mila fan, che opera da mesi con l’intento di raccogliere le segnalazioni degli utenti sui gruppi che violano le condizioni di utilizzo del social network. L’elenco dei gruppi segnalati è impressionante (è raggiungibile da qui), e il fatto che siano state ottenute molte chiusure dimostra che il clamore mediatico non è affatto indispensabile per fare della rete la “cosa seria” che Severgnini ha in mente. Se non bastasse, il gruppo “Segnaliamo il Razzismo“, 8 mila fan, ha addirittura previsto un riquadro che permette in pochissimi passaggi di inviare una segnalazione alla polizia postale, per i casi in odore di reato:

E se non sapere dell’esistenza di questi piccoli gruppi di benefattori è lecito, non è a mio avviso spiegabile il motivo per cui nessun pezzo abbia riportato il sito che la stessa polizia postale mette a disposizione di chi intenda segnalare il compimento di reati sul web. E cioè questo:

Potrei chiedere molte altre cose a Severgnini. Ad esempio, perché ci sia tanta attenzione intorno a qualche deficiente su Facebook ma nessuna su chi va propagandando da mesi che l’omosessualità è una “lebbra etica”, una “malattia”, una condizione “deviata”; nessuna su chi usa il denaro pubblico (La Padania) per chiedere una “nuova Lepanto” (leggi: guerra santa) contro gli islamici; nessuna su chi al mattino si vanta di avere pestato più negri degli amici (è successo anche questo, tra i ragazzi di Rosarno). Sarebbero domande scortesi.

Voglio invece rimanere a Facebook, e chiedere a Severgnini a cosa sia servito versare fiumi di inchiostro (e di bytes), indignarsi, riportare quelle terribili frasi senza senso, scuotere la sensibilità di chi con un bambino down vive quotidianamente. Il gruppo è stato oscurato, risponderà il nostro. Ma sarebbe stato oscurato lo stesso; magari qualche giorno dopo, ma non l’avrebbe passata liscia. Molto più grave è quello che Severgnini e i suoi colleghi non hanno ottenuto, e cioè evitare che altri gruppi come quello risorgano. Anzi: gli “idioti moderni” non vedono l’ora di ridersela alle spalle di chi, come il ministro Carfagna, ha parlato di un gruppo “inaccettabile, non degno di persone civili, pericoloso”. E se è vero che, come scrive il Corriere, “amano illustrare le proprie gesta”, siete voi (e non la rete) a dargli pennello e tavolozza. E risorgeranno. Più assurdi, crudeli, insensati di prima. Le indagini si moltiplicheranno e non produrranno molto probabilmente che ulteriori sprechi di denaro pubblico. Il tutto mentre, guarda caso, c’è chi come Giuseppe Palumbo chiede che si intervenga con un decreto “affinché casi del genere non si ripetano più”. Come se l’idiozia si potesse estirpare per legge. Chi frequenta la Rete quotidianamente lo sa bene. E infatti non a caso Alessandro Gilioli, Anna Masera e (pochi) altri (tra cui anche Roberto Cassinelli del PDL – a cui dobbiamo l’abrogazione del terribile emendamento D’Alia) hanno chiesto di ignorare questi (altrettanto pochi) provocatori di professione.

Caro Severgnini, mi prometti che al prossimo gruppo imbecille su Facebook invece che con un commento sul Corriere reagirai schiacciando il tasto “segnala” e, se proprio ti ha fatto arrabbiare, chiedendo ai tuoi “amici” di fare altrettanto?

Con rinnovata stima,

Fabio Chiusi

21 pensieri su “Beppe Severgnini risponde, io cerco di strappargli una promessa.

  1. Ho scoperto ieri questo sito e devo dire che la penso esattamenete come te, purtroppo i giornalisti usano troppo internet ma non capiscono come vanno le cose, e non capiscono che rendendo pubblica la cosa non fanno altro che “ispirare” nuovi aspiranti troll e continuare così un circolo vizioso, che se mi permetti a loro piace parecchio perchè così si ritrovano per le ca**ate di un troll un articolo già pronto, che fa clamore e fa discutere, riempendo le loro tasche. Questo giornalismo è poco unamo e assai ipocrita. Per il resto mi sembra che tu abbia detto tutto e spero che questi troll vengano puniti. Continua così.

  2. Tutto molto sensato, e gli argomenti sono davvero interessanti, e meritevoli di una riflessione approfondita. Ma il tasto “segnala” non sarebbe bastato ad attirare l’ attenzione in modo tale da far muovere le autorità. E secondo me era il caso. Bene la stampa. Bene che questi idioti, o Troll che siano abbiano una punizione esemplare per scoraggiare i loro amichetti.
    Su quanto dici a proposito delle assurdità omofobiche e razziste dei nostri giorni, sono completamente d’ accordo con te. Ma non si può ogni volta che si persegue un reato, o si evita un’ ingiustizia, puntare il dito sulle altre che non sono state risolte. Se no qui non si dovrebbe mai muovere un dito, perchè nel momento in cui si risolve qualcosa, si teme di aver contro chi ti dice che dovevi risolvere anche altro. Una cosa per volta. E chissà che non sia lo spunto per fare un ragionamento sul rispetto delle diversità in generale, per diventare un èpaese più civile, in cui non ci sia più spazio per le idiozie omofobiche e razziste espresse, con serietà, da molti dei nostri rappresentanti. Che si faccia anche il resto….ma non lamentiamoci per quello che è stato fatto, soltanto perchè non è tutto!

  3. Caro Fabio,
    mai potuto essere più d’accordo con te.

    Concordo pienamente con il tuo appunto al buon Beppe, ma il “trollismo” (perdonami l’orrenda parola) è difficilmente digeribile.
    Ci vuole stomaco allenato da anni e anni di blog per digerirli come meritano e cioè segnalandoli senza esaltarli. Un po’ come i bambini dispettosi, se li ignori poi non si divertono più.

    Altri giornalisti invece sono costretti (ci godono forse? non gliene frega niente delle conseguenze? si sono venduti?) a cavalcare il sensazionalismo… per cui più la spari grossa sul titolo più copie vendi…

    L’unica nota è questa: la Carfagna che altro poteva dire? è un Ministro della Repubblica… Se avesse detto: “Sono poveri troll deficienti, segnalateli col tasto!” e non avesse reagito schifata, preoccupata ed indignata ci sarebbe stato qualche suo esimio collega che avrebbe tuonato dicendo che il Ministro delle Pari Opportunità non condanna con la necessaria convinzione. In questo caso sarebbe successo da sinistra verso destra, ma a parti invertite non sarebbe cambiato nulla.

    Moriremo populisti, rassegnati.

    Perdonami, sai che sono un disilluso.

  4. Sono d’accordo con la tua opinione, trovo incredibile che una cazzata del genere venga riverberata e pubblicizzata a tal punto da finire sui tg nazionali e fornire al ministro di turno l’ennesimo anatema sulla rete e la violenza.
    Severgnini parla del web come di “una cosa seria da non lasciare in mano a certi individui” ignorando che internet è un’estensione della realtà, e come tale riflette anche la stupidità dei singoli.

  5. Grazie Fabio,

    hai espresso molto meglio di me un’opinione che mi ha avvalsa di insulti altrove (sarei “insensibile”, “senza cuore” etc etc.).

    Severgnini ha torto, tu hai ragione.

    Il sensazionalismo sui media sull’onda popolare non aiuta il disabile (non sensibilizza per niente sulla realtà che un disabile vive, lo dico per esperienza personale), infuoca (nuocendo) il giusto discorso sui limiti della libertà di espressione (io sono per il non limitarla in alcun modo), fa il gioco dei Trolls e da una mano alla censura di governo.

    Tengo a precisare che sul pezzo della BBC a riguardo della sentenza Google, ho solo scritto al sito dicendo di chiarificare che la vittima ha la sindrome di Down e non l’autismo. Per il resto niente da eccepire, si può (e si deve) fare giornalismo con la testa, e non con il cuore o ancora peggio con il buco del … (scusate il francesismo).

  6. tu sei un grande. tu hai ragione. e poi Severgnini, sfoderare la prima pagina del Corriere come se fosse la voce di un dio? il Corriere ha detto “atroce scherzo”, e quindi?
    parlando in generale, a cosa serve ad un giornalista avere la padronanza grammaticale, quando poi la logica mentale e l’ intelligenza di contesto lasciano così a desiderare?
    gli articoli (e le leggi!) sul mondo dell’informatica dovremmo farli noi informatici, che abbiamo visto internet nascere e vedere come si è evoluta negli anni, non persone che a malapena riescono ad avviare una stampante. ma questo è un altro discorso.

  7. Ottimo articolo Fabio. Per tutto il rispetto che potrei mai nutrire per Severgnini, mi ha fatto un po’ridere il suo “Dia retta” finale, tipico di uno che Internet e Facebook li conosce come le sue tasche (quando in realtà non è così, e lo ha dimostrato).

    Io comunque aspetto con ansia il tuo articolo sulla sentenza di Google.

  8. Pingback: I media hanno scoperto i troll. Ma non ci hanno capito niente. « ilNichilista

  9. Pingback: Legalità, democrazia e partecipazione « L.I.M.En

  10. Ciao Fabio,anch’io mi chiamo Fabio..ottimo articolo..ma con una nota mancante…che la segnalazione di quel logo da qualche gg modificato è partito dalla mia pagina fan INFORMARE CONTROINFORMANDO,il quale lo reindrizzava al mio blog Il Punto Rosso,almeno un accenno avresti potuto farlo…ma poco importa…l’importante è che questi gruppi/fan page vengano chiusi perchè proprio non possono essere accettati e ritengo assurdo che Fb effettui controlli su video postati e non analizzi i contenuti di un gruppo o di una pagina (almeno nella descrizione e nel contenuto all’apertura),inoltre ritengo che le segnalazioni effettuate su fb siano totalmente inutili,per questo ho messo a disposizione questo servizio semplice e sbrigativo..

  11. Caro Fabio, scusami per la citazione inesatta. Mi spieghi esattamente come stanno le cose? Cioè il logo per la segnalazione l’hai creato tu originariamente?

    Grazie.

    • Ciao Fabio,si l’ho creata io..facendola appoggiare sul mio blog dove tutti possono usufruire di questo servizio..ma visto che io e l’admin della pagina “segnaliamo il razzismo” siamo amici,gli ho passato l’immagine con il collegamento ipertestuale al mio blog..ma che sia chiaro non è un rimprovero ne tantomeno una critica…è semplicemente un appunto…tutto qua…perchè il discorso prinicipale è che queste cose su face sono inconcepibili..ci sono tante e tante cose che non vanno…ad esempio,qualche gg fa è stato chiuso il gruppo di SEGNALIAMO IL RAZZISMO SU FACEBOOK e gli admin dello stesso son stati tutti bannati…sulla mia pagina (informare controinformando) abbiamo lanciato l’appello per far trasmigrare tutti gli utenti da quel gruppo al nuovo SEGNALIAMO IL RAZZISMO SU FACEBOOK E’ STATO CENSURATO…il perchè di questa censura ? stranissimo e contraddittorio..visto che forniva un ottimo servizio…

  12. Pingback: Legalità, democrazia e partecipazione | Limen

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