Non posso ridurre le tasse, l’ho già fatto.

Quando, neanche un mese fa, Berlusconi dichiarava che non avrebbe abbassato le tasse (dopo aver annunciato soltanto qualche giorno prima – con tanto di smentita – una riforma delle aliquote fiscali), Il Giornale e Libero avevano reagito a questo modo: 

I direttori Feltri e Belpietro si erano messi di traverso, nei rispettivi editoriali, alla decisione del Premier. Il primo da un lato comprendendo (“con questi chiari di luna – leggi: crisi economica – come si fa a ridurre le imposte dirette?”) e dall’altro castigando (“Se è stato un errore, forse conviene dirlo. Capita a tutti di sbagliare. La gente sa che la politica è l’arte del possibile e che non sempre il presidente del Consiglio può fare oggi quello che desiderava fare ieri e che probabilmente non farà neppure domani“). Il secondo, invece, concentrandosi maggiormente sul castigo (“Era ed è il nostro sogno. Lei non può venire a dirci una mattina di gennaio dell’anno Domini duemila e dieci che sulle imposte non calerà la mannaia. L’aspettiamo almeno da 15 anni […] Negare la possibilità di una riduzione delle imposte significa smentire gran parte dell’azione riformatrice del centrodestra“).

Nei giorni trascorsi da quel 14 gennaio ad oggi deve essere successo qualcosa di cui nessun giornale ha parlato, perché Il Giornale, a pagina 5, riporta senza sorpresa alcuna: 

In particolare, il governo avrebbe eliminato l’Ici e fatto risparmiare due miliardi di euro alle imprese. Secondo Libero la notizia merita solo tre misere colonne a pagina 9, con un richiamino nella spalla:

Ma come, quando è successo? Nemmeno un editoriale entusiasta di Feltri? Nemmeno due righe di scuse da Belpietro? Niente di niente. Oggi i due quotidiani si limitano a riportare la dichiarazione del presidente del Consiglio, con la consueta tecnica del “panino”: prima Berlusconi, poi la replica di Bersani, poi la controreplica – lapidaria – di Bonaiuti. 

Per capire che si tratta di una semplice bugia, dunque, dobbiamo fare ricorso a Giornalettismo, in cui si evidenzia che la pressione fiscale è rimasta sostanzialmente invariata (tra il 42,8 e il 43% del Pil) negli ultimi due anni, ossia proprio quelli in cui Berlusconi avrebbe potuto abbassare le tasse (dato che prima si è limitato agli annunci, come testimonia il blog nonunacosaseria). Stefano Fassina fa notare, poi, come anche su Ici e detrazioni alle imprese le affermazioni del Cavaliere siano “imprecise”. 

A meno che tra complotti della D’Addario, aggressioni inesistenti e cene del 1992 nessuno si sia accorto di avere le tasche un po’ più gonfie grazie a un qualche colpo di mano del Premier nell’ultimo mese. Una ipotesi a cui mi sento di rispondere con le parole dello stesso Berlusconi (13 gennaio 2010):

Non intendiamo assolutamente introdurci in questa campagna elettorale per le elezioni regionali e amministrative con delle promesse di riduzioni delle imposte.

Ecco, appunto.

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5 pensieri su “Non posso ridurre le tasse, l’ho già fatto.

  1. Quando ero piccola, molto tempo fa, si diceva: ” E’ più bugiardo lui del Chiaravalle”!!!!
    Il problema è che sia lui che troppi italiani sono convinti dica la verità!!!
    SVEGLIA

  2. Non ci fate troppo caso a quello che dice perché prima di parlare se li guarda troppo bene i suoi polli. Non dirà mai niente che la gente non vuole sentirsi dire.

  3. Pingback: Spaventoso Incidente per Feltri e Belpietro. | MYTLOG | INSIDE INTERNET

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