L’appello di Francesco Carbone.

Ricevo e pubblico.

Mi chiamo Carbone Francesco e le scrivo per metterla al corrente della mia situazione che ha a dir poco dell’incredibile. Voglio denunciare pubblicamente 2 magistrati o meglio 2 capi della procura di Verona i quali, pur avendo in mano tutte la prove fornite da me allegate alla mia denuncia contro alti dirigenti Di Poste Italiane , Dirigenti dell’Ispettorato del Lavoro, Dirigenti dello Spisal, ditte appaltanti e un dirigente della Cgil, non hanno fatto alcuna indagine e dopo 17 mesi e 8 giorni hanno archiviato la mia denuncia senza neanche avvisarmi come la legge prevede. Hanno leso il mio diritto di avere giustizia per i diritti negati.

Brevemente le spiego la situazione. Io per 7 anni sono stato responsabile su Verona della ditta che ha l’appalto di Poste Italiane fino a quando sono stato costretto a dare le mie dimissioni a seguito di minacce e vessazioni ricevute dall’amministratore della ditta appaltante, e dagli alti dirigenti di Poste Italiane per le mie lamentele sulle lacune lavorative che praticamente erano: nessun tipo di sicurezza e igiene sul posto di lavoro, obbligati a fare lavori che non ci competevano per contratto, presenza di lavoratori in nero, straordinari sottopagati in nero, mezzi di trasporto mal messi e spesso senza revisione, continui insulti e minacce dal personale e dai dirigenti. Praticamente ho denunciato i fatti al dirigente della Cgil il quale oltre a non fare niente mi ha consigliato di non disturbare gli alti Dirigenti di Poste Italiane in quanto avrei perso il posto di lavoro e vedendo la mia perseveranza, ha riferito a tutti gli autisti che per colpa mia e delle mie continue lamentele avrebbero perso il posto di lavoro, creando attorno a me il vuoto. Ho denunciato presso l’ispettorato del lavoro la presenza, all’interno di Poste Italiane, di lavoratori in nero con tesserino identificativo fornito dai dirigenti di Poste Italiane e non è stato fatto alcun controllo. Ho denunciato presso lo Spisal di Verona tutte le irregolarità riguardanti la sicurezza e igiene nei posti di lavoro e non è stato fatto alcun controllo. Dopo tutto ciò essendo sicuri di essere intoccabili, il Direttore del Triveneto di Poste Italiane manda una raccomandata al mio datore di lavoro obbligandomi a non entrare in tutti gli uffici di Poste Italiane e di consegnare il pass di entrata, in quanto elemento indesiderato per aver chiesto il rispetto del contratto e della sicurezza sul lavoro.

A questo punto prendo tutta la documentazione in mio possesso (documenti , foto e video) e vado a presentare denuncia alla Procura della Repubblica allegando il tutto. Dopo un mese il mio avvocato viene convocato per consegnare alla procura tutti i numeri di telefono di tutti i lavoratori in nero e poi il nulla. Nessuna convocazione e dopo 17 mesi e 8 giorni, dopo che gli appalti erano stati riconsegnati alle stesse ditte, il capo della procura mi archivia la denuncia senza neanche avvisarmi come la legge prevede, con motivazione tecnico giuridica (faccio presente che all’epoca dei fatti oltre a essere persona offesa dai reati ero incaricato di pubblico servizio obbligato dal codice penale a denunciare fatti di rilevanza penale).

Secondo lei è giusto e normale in una Nazione definita Civile perdere il posto di lavoro, perdere la dignità, perdere il diritto di avere giustizia per aver fatto il mio dovere e aver preteso i miei diritti? Mi sono dovuto ritrasferire con tutta la mia famiglia nella mia terra di origine la Sicilia. Mi ritrovo disoccupato da 2 anni, deriso e guardato male da tutti in quanto mi sono messo contro alti Dirigenti pensando di avere giustizia e come ciliegina sulla torta mi viene negato il diritto di chiedere il risarcimento dei danni subiti da me e dalla mia famiglia. Mi hanno tolto tutto ma non potranno mai togliermi la forza di lottare per arrivare fino in fondo. In Italia ci sarà qualcuno che farà sentire il mio urlo di dolore? Ci sarà qualcuno che mi aiuterà ad avere giustizia?

Con immensa stima,

Carbone Francesco

[Il suo profilo su Facebook]

10 pensieri su “L’appello di Francesco Carbone.

  1. Speriamo che questa lettera sia da monito contro le quelle categorie sindacali e statali che vogliono solo il bene per i loro interessi e non il bene verso un cittadino lavoratore che ha sfidato l’impossibile senza ottenere nessun beneficio.

  2. Ciao Francesco,ti scrivo dalla Sardegna!Sei stato veramente coraggioso nel denunciare coloro che se lo meritavano.Vedrai che qualcosa si smuovera’ e sara’fatta giustizia contro chi vive nella presunzione di essere potente e intoccabile!Se in ogni posto di lavoro ci fossero sempre dei controlli per verificare se i dipendenti sono in regola (o soggetti a casi come il tuo) credo che le cose andrebbero meglio per tutti!Francesco,auguri e..continua ad essere coraggioso come lo sei stato fino ad ora.Non smettere di combattere.Un abbraccio.

  3. Metto al corrente che giorno 15/02/10 ho consegnato una lettera al presidente della repubblica e una lettera al ministro alfano. Giorno 23/02/10 ho presentato a verona una denuncia querela contro tutti coloro che hanno omesso impedito e ritardato il normale svolgimento delle indagini in merito alla denuncia querela presentata il 11/03/08 e archiviata il 18/08/09 senza alcuna motivazione e senza neanche essere avvisato come la legge prevede.

  4. Sono indignata, sono incazzata, non se ne può più. Hai la mia stima che peraltro non ti puoi vendere e so che è ben poco.
    Mi chiedo che cosa si possa fare. Bisognerebbe commissariare questo paese di merda da cui sono fuggita per non subirne le vessazioni se non si fa i furbi e si chiudono tutti e due gli occhi, nonché il naso.
    Ma dov’è l’UE? A parte gli scherzi, una roba del genere andrebbe denunciata all’UE. Anch’io avrei un paio di cose da aggiungere.
    Si potrebbe fare una lista.

  5. ho lavorato anch’io per una presunta agenzia che sub-appaltava per poste italiane per 2 anni dal 2002 al 04..un inferno..roba appunto da denuncia,ma io mi sono cavato poi fuori,andando a fare il corriere padroncino per conto mio e rimettendoci lavorando come uno schiavo..
    hai tutta la mia stima e la mia comprensione,quando io volli fare anche io i miei passi legali come te,venni stoppato subito non dagli avvocati che sono tutti venduti,ma dalla mia consulente del lavoro che mi disse:se lei non vuole più lavorare in nessun ambito nazionale,ha solo da fare le denunce…così la etichettano per bene e fanno terra bruciata intorno a lei..fortuna che la mafia stà solo in sicilia:-)
    ho lasciato perdere..tengo famiglia io..
    ciauz.
    eSp.

  6. Oggi come oggi e’ difficile trovare persone come te, e per questo devi essere orgoglioso, quello che ho letto e’ veramente incredibile , e dimostra come vanno le cose nel nostro caro paese chiamato Italia, le persone oneste oggi sono diventate rare,la societa’ in cui viviamo e diventata arida, l’egoismo e’ il credo per andare avanti. La colpa e’ di un sistema corrotto che noi con il nostro comportamento alimentiamo, le persone come te dovrebbero ricevere una medaglia, ma siamo in Italia e puo’ succedere solo quello che e’ successo a te, essere derisi e guardato male da tutti, quando invece avresti dovuto avere il massimo sostegno, non dico dalle istituzioni,che come sappiamo sono corrotte ma dalla gente….Io mi auguro che tu possa risolvere la questione nel migliore dei modi, e che la coscienza sociale venga in tuo aiuto perche’ moralmente ne hai bisogno, un saluto e un forte abbraccio da uno che la pensa cone te………

  7. GRATO PER LA VOSTRA EVENTUALE DISPONIBILITA’. AVREI VOLUTO AVVERTIRE FRANCESCO CARBONE E CHI COME LUI AGISCE IN CERCA DI RISPETTO E APPLICAZIONE DELLE LEGGI. ECCOVI IL MIO TESTO CHE VI AUTORIZZO E VI CHIEDO, SE ACCETTATO, DI VOLER DIFFONDERE. GRAZIE.

    Miei carissimi amici,
    come era ed è immaginabile Facebook ha bloccato l’ accesso alla mia pagina pur senza averla cancellata. Troppo complesso spiegarvi e poi non è importante. Il fatto certo è che Facebook NON è un Social Network ma uno evidente strumento di controllo nei confronti di ognuno di noi e per estensione per ogni nostro amico, conoscente, parente, sopratutto quando ci prestiamo a far integrare tutti i nomi che sono contenuti nei dossier delle nostre e-mail. E’ un gioco pericoloso quello condotto fa Facebook….pericoloso per noi e per coloro i quali sono oggi dei giovanissimi e che in futuro prossimo saranno “schedati” e schiavizzati non solo da Facebook ma anche dai vari servizi segreti mondiali ai quali Facebook avrà venduto i propri servizi , obbligandoci ad una totale acquiscienza delle nostre coscienze e libertà ! Ho creduto, ingenuamente, nei principi dello Stato di Diritto. Ho pagato e pago caramente questa mia credulità.
    C’è Franceso CARBONE ed altri come lui. Vi posso confessare che ho perso la mia famiglia. I miei figli rifiutano di sapere se esisto o meno. Attorno a me c’è solo della diffidenza e della paura. Hanno tentato, senza riuscire, di farmi passare come un malato di mente. Il Tribunale dei Minori di Roma, con la scusa che ero il padre naturale di mia figlia, che NON conosco e che mi vietano di conoscere, aveva emesso un mandato di arresto perché, a detta della madre della bambina (complice delle autorità), avrei RAPITO mia figlia per trasferirla all’estero, senza altro aggiungere ! Lo stesso ignobile Tribunale aveva emesso l’ordine a che fossi rinchiuso in un centro psichiatrico, qui essere obbligato a cure psico-farmacologiche e tale mandato di cattura (per delle ipotesi non provate e peraltro impossibili) autorizzava gli psichiatri a sottopormi a delle sedute di elettroshoc sino “alla massima sopportazione dei lobi frontali” del mio cervello.
    E’ ben chiaro che la volontà del procuratore minorile Simonetta Matone e del giudice Cherubino, era riuscire “legalmente” ridurre il mio cervello in pontiglia e poter cosi’ permettere ai miei persecutori di dimostrare che le mie accuse, accompagnate da vasta documentazione, in responsabilità gravissime dei “massimi servitori dello Stato” in stragi e ammazzamenti di ogni genere, da Ustica a Bologna, alla Sicilia, eccetera. La FOLLIA che mi avrebbero procurato avrebbe giustificato ogni “LORO CRIMINALE AZIONE”. Ovviamente subito dopo sarei morto “suicidato” come accaduto a tanti innocenti. Come faccio a sapere tante cose. Semplice. Ero al servizio del Ministero della Difesa. Per anni. Avevo sentito e vissuto mille eliminazioni fisiche di gente che dava fastidio. Marina del Ponte, minacciava la DC e PSI di rivelare le tangenti pagate dalla Libia ai grandi partiti di governo. Cifre immense. Marina era la persona di punta di queste trattative a Londra.
    Fu punta da un ago sottilissimo che neppure senti’ alla base del cranio. Dopo 15 giorni moriva a causa di una leucemia fulminante. Altra persona si vide offrire dei famosi cioccolatini al rum, provenienti da Cuneo. Dopo poche ore fu eliminato da un ictus celebrale. La lista è lunga ma questi sono i metodi che un paese civile e democratico che si chiama Italia, pratica nei confronti di chi rompe i coglioni. Per salvare almeno in parte la mia pelle ho chiesto rifugio politico all’ONU e vivo sotto protezione a Ginevra, Svizzera, dopo aver consegnato qualche quintale di documenti provenienti dala Difesa e dall’Arma. Non abbiamo alcuna scelta. Stare zitti, scappare dall’Italia e salvare i nostri figli. Se possibile
    Grato per la vostra attenzione. Alessandro Vanno de’ Vanni
    PS. Chiunque voglia porre delle domande mi scriva a: elefteria1776@yahoo.ca Grazie

  8. Caro Francesco

    Complimenti per il tuo coraggio. La tua è l’ennesima denuncia contro i poteri forti, che si spera siano alla frutta. Ce ne fossero di più di persone come te. Se tutti trovassimo il coraggio di fare quel che hai fatto tu, molte cose cambierebbero..

  9. Bravo coglione. Dovevi starti zitto. Quando leggo cose come questa capisco che denunciare è da cretini e che porta solo a finire derisi e disoccupati. Cosa hai concluso facendo in questo modo?

  10. Sono profondamente delusa da questo paese e da tutta la gente che ne fa parte, anch’io mi trovo in una situazione simile alla tua;lavoro in un ospedale come operatore sanitario e mi ritrovo a causa di carenze a livello di sicurezza ammalata , l’ematologo mi dice che a causa di ciò che ho respirato in laboratorio di anatomia patologica (formaldeide cancerogena) andro’ incontro a una patologia autoimmune , spero sia solo quella perchè la mia paura grande è di andare incontro al cancro.E’ ridicolo lavorare in un ospedale vivendo ora con il terrore di ammalarsi; le mie proteste verso lo spisal e la direzione hanno fatto si che venissi trasferita nel posto di più alto rischio dell’ospedale, segregata in una stanza con bacilli che provocano gravi malattie nel personale sanitario e senza le misure di sicurezza necessarie.
    ho avvisato il sindacato , lo spisal, fatto denuncia , ma non se ne esce vivi…il mio avvocato dice che devo continuare a subire e poi ributtare addosso tutto il mare di m….a che mi stanno tirando addosso.
    e’ dura anzi durissima e t capisco dal profondo del cuore, la legge purtroppo non è uguale per tutti e in questo paese mai lo sarà.
    se non avessi due figli mi sarei già licenziata…ma devono mangiare e non ho il coraggio di mollare l’unico lavoro che mi fa ammalare ma da da mangiare ai miei bambini

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