Gli risponda un tronista.

Poche ore ed è già polemica sulle parole del ministro Brunetta, che a Domenica In (uno dei luoghi che hanno sostituito il Parlamento) aveva ipotizzato di dare 500 euro al mese ai “bamboccioni” per stanarli dal nido di mammà sottraendoli alle pensioni di anzianità. L’idea ha già raccolto il no dei sindacati, dell’opposizione e dei lettori del sito di Repubblica, che la rispediscono al mittente con oltre 14 mila voti contrari, l’84% del totale. Ferrero ha addirittura parlato di una “proposta delinquenziale” che “punta a scatenare una guerra tra poveri”. 

Ora, si potrebbe provare a valutare sul serio l’uscita del ministro: scorrendo i dati della disoccupazione giovanile, delle pensioni di anzianità, individuando le modalità specifiche con cui erogare gli aiuti e confrontando il tutto con il mercato del lavoro, la situazione fiscale e l’eventuale maggioranza politica disposta a firmare un disegno di legge in tal senso. Ma sarebbe fatica sprecata. Mentre scrivo queste righe un comunicato ufficiale di Palazzo Chigi ha già preso le distanze dalla proposta, definita una “posizione personale” di Brunetta, tra l’altro “mai concordata all’interno del governo“. La fatica, ad ogni modo, sarebbe stata sprecata prima di tutto in ragione della replica dello stesso ministro

Sconcerta e diverte che una frase pronunciata in tv, che riproduce i termini di un dibattito serio e conosciuto da sempre (il troppo welfare a tutela dei padri che toglie necessariamente risorse a favore i figli) venga rilanciata come se sia un disegno di legge o un’iniziativa del Governo. Si tratta invece di un’idea del ministro Brunetta, che verrà approfondita nei tempi e nei modi possibili, anche in ragione della difficile situazione economica.

In sostanza, non facciamone “una tempesta in un bicchiere d’acqua di laguna”. Giusto: perché prendere sul serio un ministro? Perché pretendere serietà, tatto e oculatezza su un tema tanto delicato? Perché, da ultimo, adoperarsi per soppesare, vagliare e analizzare ciò che nasce già alla radice come una provocazione da studio televisivo? 

Ha ragione Brunetta, come aveva ragione quando proponeva di riformare l’articolo 1 della Costituzione o di mandare fuori casa i diciottenni per legge: a rispondergli non dovrebbe essere la politica, ma un tronista, un presentatore o il mezzobusto di turno. Altro non merita.

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Un pensiero su “Gli risponda un tronista.

  1. ma che bello trovare più o meno il mio post altrove, che una pensa di esser sola in sto mondo di nani e ballerine…e invece ci siamo anche noi, noi che non riusciamo proprio ad accettare che un ministro parli come se fosse un ubriaco al bar tra amici, e si stupisca che le persone si preoccupino di capire se è da internare lui o se c’è da armar la rivoluzione…
    e questo è intollerabile quanto quel che dicono, son convinti che ormai noi non si capisca più la differenza tra un rappresentante di governo e un fanfarone delle domenica … son convinti di averci fatto fessi tutti … dargli una svegliatina? non sarebbe ora?! a tutti eh! …

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