Se potessero glielo direbbero, Presidente.


A poche ore dal consueto veglione, il Quirinale annunciava il lancio del suo canale su YouTube per trasmettere l’altrettanto consueto discorso di fine anno del Presidente della Repubblica. Un modo, si legge nel “saluto” di Napolitano agli utenti del social network, “non solo per ampliare e rendere sempre più efficienti e moderni gli strumenti della nostra comunicazione ma anche per promuovere e favorire un rapporto sempre più stretto e trasparente con i cittadini”. Entusiasta il fondatore Chad Hurley, che si produce in una dichiarazione fotocopia: “Riteniamo che YouTube rappresenti un eccezionale strumento per promuovere democrazia e dialogo tra cittadini e istituzioni”. 

A rimediare alla mancanza di fantasia avrebbero volentieri pensato i fruitori del servizio, se solo fosse stato possibile inserire commenti. Una funzione disabilitata anche sul canale ufficiale della RAI, su cui in compenso è impossibile perfino dare un voto alla prestazione di Napolitano. Privando così l’operazione di gran parte del suo significato: dove vanno a finire, a queste condizioni, il “rapporto sempre più stretto e trasparente” e il “dialogo tra cittadini e istituzioni”?

Una rapida ricognizione dei canali non ufficiali che, raccogliendo l’invito di Beppe Grillo, hanno deciso di ripubblicare il discorso del Presidente e consentire finalmente agli utenti di esprimere il loro parere, spiega la ragione di tante premure. Ad esempio, blackoutotale raccoglie oltre 33 mila visualizzazioni (il doppio della RAI, ferma a 15 mila, e appena 4 mila sotto il risultato ottenuto dal Quirinale) e 616 voti, la cui media si attesta a 1,5 stelle su 5 (alla Presidenza della Repubblica va poco meglio, 2 stelle a fronte di 1318 voti). Questo per la prima parte. La seconda si ferma a poco più di 4 mila visualizzazioni e 101 voti (la media non cambia), segno che gli utenti non sono stati esattamente “sedotti” dalle parole di Napolitano. A sorprendere, tuttavia, è il tenore dei commenti, ben 1328, di cui sostanzialmente nessuno a favore del Presidente. I toni passano dal disilluso all’accusatore, e i contenuti dallo sberleffo all’insulto bello e buono. C’è chi lo definisce “ex stalinista”; chi grida “vergogna” e “dimettiti”; chi rimpiange Pertini e chi accomuna Napolitano alla “Casta”, capace solamente di fare i propri interessi a discapito di quelli del popolo. Altri, smentendo AdnKronos (“Il messaggio di Napolitano è tra i più visti su YouTube“), ricordano che il video del bacio tra Veronica e Sarah del Grande Fratello a Capodanno, postato un giorno dopo, ha già fatto registrare oltre 216 mila visualizzazioni

Se dunque il discorso del Presidente è piaciuto “nel palazzo della politica” (“Succede, quando non si dice niente”, commenta Alessandro Gilioli), pare che qualcuno al Quirinale si aspettasse che altrettanto successo non sarebbe stato riscosso tra gli utenti della rete. Forse la vera e propria “cerimonia vuota e stanca” (Francesco Costa) non si è consumata sugli schermi televisivi, ma sui monitor e tra i canali di YouTube, scambiati ancora una volta per incomprensibili, assurdi strumenti di eversione di massa. Da usare quando fa comodo, come fa comodo. Non è questo il modo per promuovere un “rapporto più stretto e trasparente coi cittadini”. Se potessero glielo direbbero, Presidente. Per fortuna.

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2 pensieri su “Se potessero glielo direbbero, Presidente.

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