Feltri: i disoccupati sono sfigati. Per gli altri, per fortuna, c’è Mastercard.

Vittorio Feltri parla nell’editoriale di oggi della corsa ai saldi come di “un pandemonio”, di gente che “sembrava impazzita“, di un assalto ai banconi di vendita che “non si era mai registrato“. Certo, “la crescita economica non sarà ai livelli cinesi”, prosegue il direttore de Il Giornale, ma gli italiani sono ricchi, la gente “più ricca al mondo“. Conclusione:

forse è il caso che i giornali, la tivù e gli esperti cessino di piangere e di intervistare soltanto una esigua minoranza di sfigati […].

Cioè i senza lavoro, i precari, le classi economicamente più deboli. Del resto, in Italia di lavoro “ce n’è fin troppo“:

Nel 2009, 400mila stranieri hanno avuto un posto che i nostri disoccupati, 800mila, hanno rifiutato. Se poi consideriamo che gli extracomunitari regolarmente impiegati sono milioni, si ha la dimostrazione inconfutabile che i senza lavoro sono anche senza la voglia di lavorare. Se la facciano venire.

Le statistiche ufficiali che dicono il contrario? “Smentite dai fatti”. Tutta colpa dell’opposizione, che “disegna un Paese sull’orlo del baratro e pieno di operai disperati sui tetti“. Come se i precari dell’Ispra avessero passato il Natale a protestare per fare un favore a Bersani o Di Pietro e non perché non hanno di che vivere. 

Colpa della pigrizia degli “sfigati”, dunque, se un italiano su dieci durante quest’anno non avrà un lavoro. Una pigrizia che, come per magia, investe tutta l’Europa (maledetti colpi di sonno continentali). Anzi, colpa degli “sfigati” e dell’opposizione, che oltre all’odio sparge cattivi auspici. Bersani dunque non riesce a tenere insieme i pezzi del suo partito, ma è abbastanza potente da scatenare un incantesimo su Fiat, Eutelia, e chissà quante altre fabbriche, che costringe i lavoratori a non vedere i soldi che hanno nel portafogli, e comportarsi come se non fossero in grado di mantenere la propria famiglia. Lo stesso mortale sortilegio che obbliga i cittadini a credere che pagare le tasse sia una virtù ed evadere un vizio; che attenaglia i laureati che invece di rimboccarsi le maniche e andare nel call center di turno chiedono un lavoro che “concorra al progresso materiale e sprituale” loro e della società (tutta colpa della Costituzione bolscevica, e in particolare dell’articolo 4). E che si avvinghia perfino al legislatore, che tiene in vita con i soldi pubblici un quotidiano che invece di avere a cuore il benessere di tutto il suo “azionariato” chiede espressamente che alla sua parte più debole non venga concessa una voce (ma questa, di certo, non è una “battaglia snob“). 

Per fortuna che, per tutti gli altri, c’è Mastercard

 

13 pensieri su “Feltri: i disoccupati sono sfigati. Per gli altri, per fortuna, c’è Mastercard.

  1. Ho il sospetto che Feltri si sia autolobotomizzato soffiandosi il naso durante un forte raffreddore. E’ la sola giustificazione che trovo alle stupidaggini che scrive.
    E’ una patologia grave che purtroppo sta dilagando nel Partito dell’amore.

  2. Feltri è tutto scemo…E’ quello che prende la “cassaintegrazione” più lauta di tutto(vedi i milioni di euro di soldi nostri a sostegno anche della sua editoria)…ridicola marionetta massone

  3. Gi… Mostra tuttoà io detesto la parola ‘sfigato’ in sé per motivi che non vado a sbobinarvi per esteso ma che coinvolgono molte delle perversioni psicologiche che affliggono la ‘massa’ (non ultima la ferrea convinzione di essere felice).
    Se poi la parola in questione proviene dalla bocca di una delle più squallide appendici necrotiche del giornalismo italiano in guisa di summa di un “””pensiero””” e di un “””articolo””” mi vien davvero da diventare volgare. O’ Vittorio, che a te la crisi economica (ma soprattutto spirituale, filosofica ed intellettuale) abbia causato l’effetto contrario si sapeva. Così come si sapeva che la tua mentalità non avrebbe saputo concepire nulla di diverso e più ampio. Ai tempi un certo Claudio Lolli ricondusse certi schemi di ragionamento alla ‘vecchia e piccola borghesia’, caratterizzata dall’ ‘orizzonte che si ferma al tetto’, la volontà compulsiva di ‘spettegolare in nome del civile rispetto’ e la dicotomia comportamentale ‘sempre pronta a pestar le mani a chi arranca dentro a una fossa, sempre pronta a leccar le ossa al più ricco ed ai suoi cani’. In sintesi, continuava il nostro, ‘non so dire se fa più rabbia, pena, schifo o malinconia’. Non mi resta che sperare che, in futuro, diventin realtà anche gli ultimi versi della canzone, con il vento che spazza via lei e tutto il suo corredo di mediocrità di comodo.

  4. Mah, che dire…
    Forse la gente fa la fila per comprare nei saldi, perchè comprare a prezzo pieno è un lusso che noi poveri “italiani sfigati” non possiamo più permetterci!!!

    La crisi esiste, eccome! Peccato che il “povero” Feltri non se ne sia accorto…

    Caro Fabio,
    complimenti per il suo giornale on-line. Estremamente interessante! Aggiungo molto volentieri il suo link nel mio blogroll.

    A presto.
    Giovanna

  5. Feltri se ne sta in panciolle sulla sua poltrona di pelle davanti ad un pc a scrivere cose di questo genere che non vende a nessuno, però lui ci crede.

  6. Pingback: Agora’ di cloro L’autocoscienza di dire minchiate del piazzista di carta da culo (”il Giornale”)

  7. Pingback: Un brutto paradosso. « ilNichilista

  8. Pingback: Tutto in un pomeriggio. « ilNichilista

  9. nn vorrei mai dire che sono sfigatto,fin qualche anno fa’,nn credevo a questa parola,anzi nn sapevo mai il motivo di pronunciarla,avevo tutto,lavoro,orgoglio,e dignita’…(cosa che senza lavoro si perde)oggi a 53 anni e un miriade di acciachi e problemi,affronto questa assurda realta’,vorrei far valere la mia ex sicurezza,pormi a muso duro davanti a chi ….a tutti….ora leggo e ascolto queste cazzate che dice questo signore !!e mi domando ?ma quest’uomo conosce la vita?fuori dal suo mondo doratto?sono certo che nn ha mai affrontato la vita a muso duro,lui se parla parla da dietro una vetratta antiproietile,questo nn e’ un uomo vero………….

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