Scudo fiscale: i conti non tornano.

Scarsa o nulla chiarezza sullo scudo fiscale. Prima di tutto per quanto riguarda la somma regolarizzata, che secondo il Corriere già il 15 dicembre “sarebbe intorno ai 110 miliardi” e “potrebbe salire ancora“, con un gettito per le casse statali “superiore ai 5 miliardi” (5,5 secondo il catenaccio). Tuttavia due settimane dopo, il rimpatrio viene ridimensionato a 98 miliardi, di cui 4,75 di entrate per lo Stato, confermando sostanzialmente le stime prodotte dal Tesoro il 16 luglio (ma non quelle che inizialmente avevano motivato la manovra, e cioè una somma tra i 276 e i 300 miliardi). Che sia questo ridimensionamento improvviso a causare la dichiarazione della Corte dei Conti, che parla di una mancanza di “affidabili meccanismi e metodologie di verifica”

Il buonumore del governo, tuttavia, non ne viene intaccato (forse perché nessun commentatore si premura di notarlo). E così secondo la nota ufficiale del ministero dell’Economia si tratta di “numeri che marcano uno straordinario successo“. Roberto Calderoli afferma addirittura che si tratta della “più grande manovra economica di tutti i tempi“. Nonostante, come scrive Tito Boeri su Repubblica, ci siano volute “50 circolari e note esplicative per chiarirne il contenuto”, sia stata realizzata “espropriando il Parlamento delle sue funzioni” e addirittura “cambiando le regole in corso d’opera […] in barba al principio di uniformità di trattamento”. E, non da ultimo, prorogando il “termine improrogabile” del 15 dicembre al 30 aprile 2010, dopo che soltanto il 29 settembre il sottosegretario all’economia Luigi Casero ne aveva fermamente ribadito l’impossibilità. Se questo è il criterio di “qualità”,”chiarezza e sistematicità” del ministro per la Semplificazione normativa c’è poco da gioire. 

Poca o nulla chiarezza anche sull’impiego del gettito fiscale, e cioè i 4,75 miliardi di euro circa di cui si è detto. Sempre dal Corriere si apprende che ben 3,7 miliardi sarebbero già stati impiegati come copertura della legge Finanziaria. Resta poco più di un miliardo. Che farne? 

Stefano Fassina, responsabile forum economia e lavoro del PD, sostiene che “almeno a parole” il governo abbia “già impegnato tutte le risorse provenienti dallo scudo fiscale”. Strano che Il Sole 24 Ore, insieme al resto degli esperti, invece brancoli nel buio. Impegnate sarebbero anche le risorse addizionali, derivate dalla proroga e stimate nel 6 e 7 per cento (la proroga prevede due segmenti a diversa percentuale) di ulteriori 30 miliardi. Di diverso avviso Maurizio Gasparri, che invece propone di vincolarne 300 milioni di euro (inizialmente scambiati dalla agenzia Asca per 300 mila) alle Forze Armate e alle Forze dell’Ordine. A questo punto sarebbe doveroso, da parte di Fassina, dettagliare la sua affermazione. In particolare spiegando come si possa impiegare completamente una somma che non si possiede e che è ancora difficile stimare

Scarsa (o nulla) trasparenza, o il solito caso di cattivo giornalismo? Per ora di certo c’è solamente che sullo scudo fiscale i conti non tornano.

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