Da noi, almeno su Google, si fa la pace.

Chi è Silvio Berlusconi? Google ci suggerisce delle chiavi di ricerca, che variano da Paese a Paese.

Vediamo come, in ordine sparso.

Brasile

Colombia

Argentina

Cuba

Stati Uniti

Regno Unito

 

Francia

Germania

 

Spagna

Danimarca

Grecia

Sudafrica

Corea del Sud

Hong Kong

India

Israele

Olanda

Belgio

In sostanza, nel nostro piccolo e non significativo campione, Silvio Berlusconi viene associato una ventina di volte alla parola scandalo, una dozzina a foto e foto proibite, dieci volte al premio Nobel, nove alla mafia e a donne o amichette. Cinque suggerimenti lo legano all’immaginario rock, immediatamente seguiti da villa Certosa e il quotidiano El Pais

Non mancano le stravaganze note (corruzione, propaganda, trapianto di capelli, David Mills, escort, prostitute e Noemi Letizia) e meno note (questa – che vede all’opera un sosia – e questa). 

E in Italia?

Non sono soltanto le foto del Premier aggredito ad essere sparite, dunque.

Altro che clima d’odio: da noi, almeno su Google, si fa la pace.

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23 pensieri su “Da noi, almeno su Google, si fa la pace.

  1. Hai fatto un ottimo lavoro, ben pensato.
    E’ anche piuttosto inquietante… Credevo che almeno nella rete la gente circolasse in maniera simile al resto del mondo. Evidentemente non tenevo di conto molta gente che, pur avendo accesso a internet, si lascia fare lo stesso il lavaggio del cervello dalla tv.

  2. Errore mio, sovrappensiero ho utilizzato un’altra chiave di ricerca.
    Effettivamente con la combinazione silvio+berlusconi funziona.
    Tuttavia spero che sia solo una coincidenza, i suggerimenti di ricerca su google funzionano in base alla frequenza di ricerca degli utenti, è probabile che ci digiti “silvio berlusconi” si interessi poi di questioni non riguardanti il lato deplorevole del presidente con più frequenza di chi digita solo “berlusconi”.
    Almeno, spero che sia così.

  3. Curioso! ma siamo sicuri che sia la quantità di ricerche a stabilire i suggerimenti alle ricerche? Ricordo che Beppe Grillo si lamentò perché non appariva il suggerimento del suo sito o comunque non lo metteva in ordine… non rammento… :p

  4. Osare, io ho cercato “silvio berlusconi”, non “berlusconi”. Come dovresti sapere, non è la stessa cosa.

    E scrivendo “silvio berlusconi” il risultato è quello che ho fotografato.

    f.

  5. Pensandoci, è possibile (probabile a questo punto) che qualche suo sostenitore stia usando un bot per inviare un gran numero di ricerche su google con questi termini più “favorevoli”. Questo spiegherebbe anche perché c’è tanta differenza fra scrivere “silvio berlusconi” e solo “berlusconi”: lo hanno impostato male e copre solo la prima voce.
    L’alternativa ovviamente è che solo i suoi fan lo chiamino “silvio” e chi fa ricerche su altre cose inserisca solo “berlusconi”, ma mi pare strano che questo porti ad una differenza così grande dei risultati (insomma un “silvio berlusconi mafia” poteva anche rimanere fra le ultime delle ricerche proposte).

    • Come potete vedere da questo strumento di Google:

      http://google.com/insights/search/#q=silvio%20berlusconi%2Cberlusconi&geo=IT&date=today%201-m&cmpt=q

      la ricerca berlusconi è molto più frequente di silvio berlusconi, quindi niente bot altrimenti sarebbe l’inverso. Inoltre questa cosa può far stare tranquilli quellei chi si preoccupa di che cosa vedono gli internauti italiani: cercando molto di più berlusconi rispetto a silvio berlusconi, vedono anche cose negative (mafia, d’addario, carfagna, …).

      Infine Google ha dei sistemi anti-spam che bloccano i bot, decisamente efficienti e soprattutto il traffico fatto da bot (individuabile analizzando gli user agent e gli indirizzi ip di accesso ai server che erogano la ricerca) vengono eliminati dalle statistiche.

      La spiegazione più probabile per le differenze tra paesi è che in Italia, esistono anche i sostenitori di berlusocni che cercano. E’ quindi più probabile che le ricerche sui motori di ricerca comprendano anche ricerche “positive”.

      Per la voce “nobel” tenete conto che qualche tempo fa il nobel a berlusconi sulla rete italiana è stato un tormentone tra sito del nobel e parodie della canzone su YouTube. Anche la dandini con Elio e le storie Tese aveva fatto una parodia nella sua trasmissione. Per questo è tra le ricerche più frequenti.

      Infine le ricerche suggerite di Google sono fatte sulle richerche più frequenti fatte dagli utenti, combinate anche con la numerosità dei risultati che restituiscono e gli indici di Google sono diversi da nazione e nazione.

    • il problema reale è che non tutti vanno a vedere chi compone gli altri ‘club’ associazioni informali, quasi segrete, poco o nulla presenti nel network o nelle ricerche di google, che SI PROPONGONO DI SOSTENERE il soggetto con modi per niente CHIARI. (e quando dico sostenere il soggetto, ovviamente intendo, attaccare i suoi cosiddetti nemici: rossi, magistrati, co****ni che votano a sinistra … .. .. … … …)

  6. Aggiungo che facendo lo stesso esperimento usando il browser Google Chrome i risultati che Google restituisce sono sempre quelli di Google Italia, indipendentemente dal sito locale su cui ci si reca.
    Questo anche usando la modalità “navigazione in incognito

  7. Mah, non so se sia meglio credere che davvero qualcuno maneggi anche la rete a suo favore , o che gli italiani abbiano prodotto una classifica di ricerca di questo tipo..
    La realtà è temo che troppa gente è ormai lobotomizzata e incapace di giudicare criticamente.

    • Mathieu, non ti scoraggiare, sembrerebbe che tu vedi le cose un po’ troppo da disfattista.
      Troppa gente è, è sempre stata, probabilmente sempre sarà, DISINFORMATA, IGNORANTE, e mantenuta tale da CHI ha più a cuore la menzogna che l’amore o la verità. Detto questo, si tratta chiaramente di rispondere alla domanda, Tu da che parte stai? O meglio Io da che parte sto?
      Cerco di rendere MENO ignorante chi mi sta attorno (in altri contesti viene chiamato ‘il prossimo’? o mi limito a ignorare la domanda (con tutte le scuse di questo mondo..) e automaticamente mi pongo dall’altra parte?
      Io – per esperienza – non temo che ci sia, o suppongo che ci sia, TANTAtroppa gente che si è fatta fare il lavaggio del cervello. Ma quando ne incontro una che potrebbe avvicinarsi alla definizione, faccio (con ogni forza e risorsa e buona volontà possibile) quanto mi riesce per renderla meno ignorante e non ‘lobotomizzata’.

  8. Scusate mi è finito in replica ma non volevo replicare, solo commentare. Lo riposto

    ———————————————–

    Come potete vedere da questo strumento di Google:

    http://google.com/insights/search/#q=silvio%20berlusconi%2Cberlusconi&geo=IT&date=today%201-m&cmpt=q

    la ricerca berlusconi è molto più frequente di silvio berlusconi, quindi niente bot altrimenti sarebbe l’inverso. Inoltre questa cosa può far stare tranquilli quellei chi si preoccupa di che cosa vedono gli internauti italiani: cercando molto di più berlusconi rispetto a silvio berlusconi, vedono anche cose negative (mafia, d’addario, carfagna, …).

    Infine Google ha dei sistemi anti-spam che bloccano i bot, decisamente efficienti e soprattutto il traffico fatto da bot (individuabile analizzando gli user agent e gli indirizzi ip di accesso ai server che erogano la ricerca) vengono eliminati dalle statistiche.

    La spiegazione più probabile per le differenze tra paesi è che in Italia, esistono anche i sostenitori di berlusocni che cercano. E’ quindi più probabile che le ricerche sui motori di ricerca comprendano anche ricerche “positive”.

    Per la voce “nobel” tenete conto che qualche tempo fa il nobel a berlusconi sulla rete italiana è stato un tormentone tra sito del nobel e parodie della canzone su YouTube. Anche la dandini con Elio e le storie Tese aveva fatto una parodia nella sua trasmissione. Per questo è tra le ricerche più frequenti.

    Infine le ricerche suggerite di Google sono fatte sulle richerche più frequenti fatte dagli utenti, combinate anche con la numerosità dei risultati che restituiscono e gli indici di Google sono diversi da nazione e nazione.

  9. Pingback: Libera Rete in Libero Stato. « ilNichilista

  10. Beh, anche in replica andava benissimo, visto che era la replica al commento giusto ^^
    A sostegno della tua analisi, direi che se si fosse trattato di bot il numero di ricerche sarebbe stato più non solo più alto, ma anche un po’ più costante (non una un giorno, il giorno dopo nessuna, il giorno seguente due)… Quindi ritiro del tutto la mia ipotesi.
    [comunque il controllo dell’indirizzo ip non è un sistema valido per “scemare” i bot]

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