L’indagine di “Astra Ricerche” sul futuro dei media: l’analisi (errata) di “Affari Italiani”.

Affari Italiani pubblica i risultati di uno studio condotto da Astra Ricerche per l’Ordine dei Giornalisti della Lombardia [1]. Titolando: “Otto italiani su dieci incoronano internet come il mezzo di informazione leader”.

La ricerca, sostiene Affari Italiani, sarebbe stata effettuata su un campione rappresentativo di 16,2 milioni di italiani. Che si riduce, in sostanza, a 805 soggetti intervistati con metodo C.A.W.I. (Computer Assisted Web Interviewing).

Affari Italiani dimentica tuttavia di segnalare che il campione riguarda esclusivamente quegli italiani, di età compresa tra i 15 e i 55 anni, “accedenti a internet” (lucido 3). 

La notizia è dunque che otto utenti abituali italiani di internet su dieci preferiscano utilizzare internet come mezzo attraverso il quale informarsi (o ancora meglio: “hanno accesso quotidiano” a internet, lucido 13). Il campione non ci permette, come invece insinua Affari Italiani, di tirare conclusioni circa il resto della popolazione (cioè, in questo caso, gli oltre 40 milioni di soggetti non rappresentati dal campione). 

Un dato non sorprendente, soprattutto se si pensa che è stato ricavato da utenti abituali della rete. E se si aggiunge che oltre sei su dieci hanno ancora accesso alla tv nazionale, quasi cinque su dieci alla radio e (solo?) due su dieci ai quotidiani.

E ancora. Affari Italiani aggiunge: “Solo il 37% degli italiani, in realtà, ha diminuito l’uso dei mezzi tradizionali”. Solo? Il fatto che quattro utenti abituali di internet su dieci abbiano diminuito l’uso dei mezzi di informazione tradizionale, in particolare dei quotidiani, non penso sia un dato trascurabile. Soprattutto se suffragato dal dato del lucido 19, in cui l’83,4% degli interpellati sostiene che, in seguito all’avvento di internet e dei cellulari (ma che domanda è?), considera i quotidiani come il medium che utilizza di meno. 

Da ultimo, Affari Italiani tace un dato di indubbia rilevanza, ovvero che due interpellati su tre credano che le notizie apprese in internet siano “dubbie” o “inaffidabili” (lucido 48 e [2]).

A buona ragione, vista l’inesperienza statistica che, in certi casi, le deforma.

[Questo articolo è anche sul Termometro Politico]

Note:

[1] http://www.affaritaliani.it/mediatech/finzi011009.html. Sempre a questo indirizzo è reperibile il PowerPoint della ricerca in esame

[2] http://www.primaonline.it/2009/10/01/74791/informazioneweb-news-inaffidabili-o-dubbie-per-63-internauti/

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