Quello che un inno non dice: Bossi, Stiffoni e la tutela (padana) delle identità locali.

Umberto Bossi, Ministro delle Riforme per il Federalismo, accusa gli organi di informazione nazionali di essersi “inventati che la Lega è contro l’inno italiano” [1]. Durante il comizio del 15 agosto a Ponte di Legno, infatti, avrebbe semplicemente detto: “Magari non tutti gli italiani cantano l’inno nazionale, mentre tutti i padani sanno il Va Pensiero, l’inno della Padania”.

Nessun tentativo di sostituire l’Inno di Mameli con il celeberrimo coro del Nabucco di Verdi, dunque. Si tratterebbe, secondo Bossi, di un tentativo di sviare il dibattito dalla questione delle “gabbie salariali”, ovvero dalla necessità di quantificare i salari su base territoriale.

Un argomento ineccepibile, che tuttavia mal si accoppia con la retorica e le reali proposte della Lega Nord. 

Difficile essere in buona fede con chi, soltanto un anno fa, alzava il dito medio alle parole “che schiava di Roma”. O con chi, nel 2007, ordinava “un camion di carta igienica tricolorata” [2] (il che comporta, per i Ministri della Lega, la possibilità di un surreale giuramento di fedeltà alla Repubblica Italiana nelle toilettes del Quirinale).

Oltre alla retorica, l’iniziativa: è del 5 agosto 2009 l’annuncio di una proposta di legge costituzionale per l’inserimento di un comma all’articolo 12 della Costituzione, che conferisca tutela ufficiale ai simboli identitari regionali [3]. Ovvero inni e bandiere.

“Quale scandalo?”, ribatte il Senatore Piergiorgio Stiffoni; già nel 2007, infatti, il Presidente della Regione Marche Gian Mario Spacca aveva commissionato un inno regionale al compositore Giovanni Allevi. Stiffoni conclude: “Certo, le Marche fanno parte della Padania, ma questo non è un ragionevole passo verso il rispetto delle identità locali?” [4].

Brevi ricerche in rete illumineranno il lettore circa l’idea di “rispetto delle identità locali” del Senatore Stiffoni. 

Nel 2003, in occasione dello sgombero di alcuni immigrati da strutture occupate abusivamente nel trevigiano, Stiffoni disse: “L’immigrato non è mio fratello, ha un colore della pelle diverso”. Cosa fare degli immigrati rimasti senza una casa? Lapidaria la risposta: “Purtroppo il forno crematorio del cimitero di Santa Bona non è ancora pronto” [5]. 

Il 28 luglio 2007, invece, il Senatore propose di tatuare sul braccio di ogni Padano, a fianco del simbolo della stella alpina, la scritta “Sono un Padano, sono un Cristiano”. Questo poiché “Noi della Lega non vogliamo un paese islamizzato” [6]. 

Nel febbraio di quest’anno, da ultimo, la sua visione sulla “razza” rumena: “Se un extraterrestre venisse a trovarmi e mi chiedesse chi sono i rumeni non avrei difficoltà a dirgli che sono un popolo di stupratori” [7].

La tutela dell’identità locale, simboleggiata dall’adozione (contestuale  e non sostituiva a quella dei simboli identitari italiani, ricorderebbe il Ministro Bossi) di inni e bandiere regionali, avverrebbe dunque in base al criterio della razza? O in base a quello dell’appartenenza religiosa? Oppure, più semplicemente, in base al gettito fiscale prodotto? Viene spontaneo chiedere al Ministro Bossi e al Senatore Stiffoni in che modo i criteri padani di tutela delle identità locali sarebbero conciliabili con quelli adottati dalla Costituzione.

Bossi ha dunque ragione a lamentarsi delle mistificazioni messe in atto dalla stampa e dai telegiornali italiani, ma sbaglia quando individua nell’oggetto della mistificazione un attacco della Lega all’inno di Mameli o al Tricolore. La vera mistificazione risiede nel tacere che la Lega attacchi in primo luogo i valori rappresentati dall’inno e dalla bandiera italiana: la tolleranza, la tutela delle minoranze, la condanna di ogni forma di razzismo, la laicità dello Stato. 

Valori che difficilmente potranno essere maggiormente difesi tramite l’utilizzo dei simboli identitari padani. 

Note: 

[1] La Padania, 18 agosto 2009, p.2

[2] http://espresso.repubblica.it/dettaglio/Bossi-insulta-linno-di-Mameli-bravata-o-tattica-politica/2034107

[3] http://www.ilmessaggero.it/articolo.php?id=68450&sez=HOME_INITALIA

[4] http://www.leganord.org/dblog/articolo.asp?articolo=1858

[5] http://www.nonluoghi.info/nonluoghi-new/modules/news/article.php?storyid=299

[6] http://salahaddin.splinder.com/post/13266375

[7] http://freedomlibertadiparola.blogspot.com/2009/02/piergiorgio-stiffoniper-lui-i-rumeni.html

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