Le frustrazioni di De Benedetti e la lotta delle adolescenti.

La reale motivazione dietro l’inchiesta di Bari è la frustrazione di Carlo De Benedetti.

A sostenere questa interpretazione di quanto pubblicato su Repubblica e L’Espresso negli ultimi mesi è Lodovico Festa, su Il Giornale oggi in edicola. Riporto testualmente: «In un’Italia che sta mettendo a posto molte cose ma che è ancora instabile, alcune persone anziane già protagoniste e ora sulla via del tramonto, che, invece di aiutare a conciliare la società, creano sconquassi per compensare le proprie frustrazioni e distruggere quel che non possono essere loro a costruire, hanno un peso consistente.» [1]. Dietro il mare di fango scandalistico gettato addosso alle Istituzioni sarebbe dunque niente altro che il capriccio (sadico) di un vecchio bambino fallito, che non può rassegnarsi al suo declino economico e politico.

Quali prove vengono portate a supporto di tale teoria? Nessuna. Vengono riportati fallimenti economici (la crisi della finanziaria Management & Capitali) e politici (l’emarginazione dal progetto PD) dell’Ingegnere, ma nessuna prova del legame tra tali fallimenti e una regia occulta dell’inchiesta di Bari.

Le frustrazioni dell’uomo Carlo De Benedetti sarebbero dimostrate anche dal suo tentativo, svelato ieri da Libero, di inserirsi nel processo di switch over (il passaggio dall’analogico al digitale) della televisione italiana. In particolare, De Benedetti sarebbe tanto frustrato (e politicamente ininfluente) da riuscire a manovrare i vertici del PD e costringerli a riesumare la questione del conflitto di interessi al fine di fargli ottenere un canale per il Gruppo L’Espresso [2].

Da ultimo, il patto con Murdoch. Sempre secondo Il Giornale e Libero, De Benedetti avrebbe messo a disposizione di Murdoch La Repubblica e L’Espresso, per aiutarlo (forse in cambio dei contenuti che Murdoch avrebbe promesso a De Benedetti per il suo ipotetico canale) a vincere la battaglia per il monopolio della tv satellitare contro Berlusconi. Le prove? Il fatto che Repubblica di ieri, 20 luglio, abbia dedicato tre articoli al tema tv satellitare. Del resto, secondo la ferrea logica di Libero oggi in edicola, «Un indizio è solo un indizio, ma tre indizi sono una prova» [3]. Nulla spiega cosa giustifichi il quotidiano di Feltri a considerare un articolo sul tema tv satellitare un “indizio” a supporto della propria ipotesi.

Si definisce dunque una inchiesta “gossip” attraverso dell’altro gossip. Evidentemente, ci sono illazioni più illazioni di altre.

Una considerazione conclusiva: pare di assistere al litigio tra due adolescenti che hanno taciuto i segreti che l’una sapeva dell’altra fino a quando ha fatto loro comodo. Nel litigio tra Berlusconi e De Benedetti, forse c’erano segreti a cui entrambi tornava utile venissero taciuti. Pare che ora tale utile sia svanito; e dunque, ecco piovere le confessioni e gli sputtanamenti.

Resta una domanda: cosa determinava quel comune utile, e perché ora è svanito? E soprattutto: a chi porre questa domanda sperando di ottenere una risposta credibile?

Le adolescenti, nel frattempo, continuano a tirarsi i capelli.

Note:

[1] http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=368049&START=1&2col=

[2] https://ilnichilista.wordpress.com/2009/07/20/il-vero-significato-dellinchiesta-di-bari-libero-e-i-cavalli-alati/

[3] Libero del 21 luglio 2009, p. 6

Annunci

4 pensieri su “Le frustrazioni di De Benedetti e la lotta delle adolescenti.

  1. Non c’è nessun dispetto fra bambini. Non c’è nessun patto o segreto che è stato custodito fino a ora. Il caso puttanopoli non è mica uscito a distanza di anni. Sul fiuto giornalistico di Libero e del Giornale (quest’ultimo, ricordiamolo, è stato l’unico quotidiano ad aver pagato per avere un’intervista sul tema) i fatti di questi anni parlano da soli (vedi, per dirne una, che fine ha fatto Igor Marini).

  2. Ti ringrazio per il commento, Manfredi. Ci tengo solo a precisare che nell’articolo ho sostenuto che “sembra” che vi sia stato un tacito accordo da poco spezzato, non che abbia la convinzione che tale accordo sia effettivamente sussistito (mi farebbe piacere sapere cosa motivi la sicurezza della tua affermazione in merito allla sua inesistenza – non penso sia semplicissimo avere certezze circa un accordo tacito). Il fatto che il caso “puttanopoli” come lo chiami tu non sia “uscito a distanza di anni” (da cosa, poi?) non prova nulla: mi sembra altrettanto lecito ipotizzare che certi “vizietti” del Presidente del Consiglio fossero noti nell’ambiente, ma che venissero (per qualche ragione che non comprendo – qui stava il senso della mia speculazione) tollerati. Non mi sembra che andare a puttane sia una di quelle abitudini che si sviluppano da un giorno all’altro.
    Mi trovi invece pienamente d’accordo sull’eccezionale fiuto giornalistico de Il Giornale e di Libero.
    Grazie ancora.

  3. che certi vizietti fossero noti è molto probabile, che ci sia stato una sorta di patto del quieto vivere lo escludo, e non lo dico perché in questo momento lavoro a repubblica.it, ma perché l’opposizione a Berlusconi da quindici anni la fa praticamente da solo il gruppo l’Espresso (basta guardare le cronache)

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...