Perché sciopero contro SOPA e PIPA #SOPAstrike
Il 18 gennaio migliaia di siti in tutto il mondo ‘scioperano’ contro SOPA e PIPA. Aderisco alla protesta per quattro ragioni.
1. Perché i due disegni di legge, discussi rispettivamente al Congresso e al Senato degli Stati Uniti, ripropongono l’ormai noto schema secondo cui per proteggere il diritto d’autore online è lecito mettere in atto misure che limitano (direttamente o indirettamente) la libertà di espressione in rete. E’ già avvenuto in diversi Paesi, tra cui Francia, Inghilterra e Spagna, e le lobby dell’intrattenimento ci hanno provato anche in Italia (per fortuna senza successo). Scioperare contro SOPA/PIPA è l’occasione per dire forte e chiaro che non è ammissibile sacrificare le libertà fondamentali dei cittadini digitali in nome del copyright.
2. Perché è un’occasione per far comprendere a chi ci governa che la tutela del diritto d’autore è un problema non certo urgente come quello di difendere i diritti umani dei netizen, sempre più minacciati nei regimi autoritari come nelle democrazie. Nel bilanciamento tra difesa del copyright e della libera espressione non solo è la seconda istanza ad avere precedenza, ma è anche quella la cui protezione richiede maggiore urgenza. Governi e multinazionali, invece di promuovere leggi come SOPA e PIPA, si preoccupino di impedire, efficacemente e subito, l’esportazione di tecnologie occidentali per la sorveglianza digitale ai dittatori che li usano per monitorare, identificare e compiere abusi e violenze sui dissidenti e le voci libere di tutto il mondo.
3. Perché anche se il voto su SOPA è stato rimandato a data da destinarsi (notizia per cui manca peraltro conferma ufficiale – mentre ufficiale è la volontà del promotore della legge, Lamar Smith, di riprenderne l’esame a febbraio), e perfino la Casa Bianca e i suoi sostenitori si oppongono alla previsione, contenuta nella norma, di filtri che impediscano l’accesso a siti ritenuti in violazione del diritto d’autore, resta in vigore il resto dell’impianto liberticida. Inoltre, nessuna di queste retromarce è attualmente prevista per l’iniziativa gemella, PIPA, che resta dunque una minaccia per il libero web da scongiurare al più presto.
4. Perché è importante mostrare che, quando ne è minacciata la libertà, i cittadini digitali sono in grado di alzare la voce tutti insieme, e pretendere che la governance della rete non si traduca in un abuso di potere indiscriminato di chi la abita e le dà vita. Perché gli abusi si possono perpetrare soltanto e fino a quando sono coperti dal silenzio di chi li subisce. Riprodurlo in maniera paradossale, con un auto-oscuramento di 12 ore, è il modo migliore per levare un urlo corale e allo stesso tempo completamente privo della retorica di chi urla. Ma anche dedicare quello stesso lasso di tempo unicamente a condividere riflessioni sui rischi derivanti da SOPA e PIPA è una buona strategia per far sentire la propria voce in maniera informata.
Se queste ragioni vi convincono, potete unirvi allo sciopero contro SOPA e PIPA seguendo le istruzioni sul sito sopastrike.com.

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